Oriana Fallaci, orgoglio e dignità (Il Governo delle idee)

del 20 Giugno 2012

Da Il Governo delle idee – 06/2012
Può apparire per lo meno singolare che un libro intitolato Oriana Fallaci scrittore, saggio sul tema e protagonista quanto mai complesso ma attuale (Letizia D’Angelo, Rubbettino, con prefazione di Marino Biondi), sia staro scritto da una giovane studentessa, oggi laureata con il massimo dei voti in Filologia moderna nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze. Eppure la giovane ha scritto un libro di grande eccellenza, che segna, a parere di un politico maturo, una svolta per la severa obiettività storica del percorso letterario e giornalistico di Oriana Fallaci. Da decenni sono noti, presso l’opinione pubblica mondiale, i reportage di Oriana. Reportage pubblicati nei maggiori quotidiani del mondo e rimasti in drammatica evidenza per la cruda verità sulle atrocità delle guerre note e di quelle “volutamente dimenticate”.

La Fallaci è stata in assoluto la prima donna italiana a ricoprire il ruolo d’inviato speciale sul fronte di guerra. Tuttavia nella storia politica internazionale non sono mai mancati gli osservatori e gli inviati speciali, che peraltro hanno offerto non solo un contributo notevole all’informazione indipendente ma, grazie alla loro testimonianza diretta, hanno rappresentato un deterrente perché non si violassero le norme internazionali che tutelano i contendenti dai crimini di guerra come, ad esempio, l’uso dei gas e di armi da sterminio di massa.

A questo proposito va ricordato il giornalista italiano più famoso: Indro Montanelli. Prima di lui, qualche diarista al seguito di Giuseppe Garibaldi nella spedizione dei Mille: Giuseppe Cesare Abba. Quindi una missione altamente rischiosa riservata in prevalenza al sesso maschile. Ebbene, la Fallaci non solo ha infranto un tabù, ma ha ampiamente dimostrato un coraggio ed una bravura tali da meritarsi le prime pagine dei grandi giornali della stampa occidentale. Però va detto a chiare lettere che la Fallaci ha sempre fatto autonomamente le sue scelte. Decisioni convinte e meditate, finalizzate alla conoscenza della vera natura dell’uomo, della sua visione della guerra e della pace. Ha sempre operato con la profonda consapevolezza di raccontare i farti, la cronaca, le sopraffazioni, le violenze, le vergogne senza veli, senza falsi pietismi; lasciando giudicare alla storia, alla cultura e al genere umano. Dunque un teatro di guerra per poter disporre le opportunità e gli strumenti per una conoscenza diretta più profonda della storia degli uomini del xx secolo. Con meticolosa ricerca l’autrice mette a nudo e a fuoco la vita e la morte dell’uomo; un groviglio inestricabile di sentimenti, di ambizioni ma anche di ideali, di eroismi, in un continuo scontro in nome della civiltà in cui tutti gli opposti coesistono, paradiso e inferno, interessi economici e spinte per grandi traguardi di elevazione umana; nonché la ricerca del perché della negazione della condizione della donna in Oriente. Dunque, una giornalista di eccezionale coraggio che pretende addirittura di tracciare un cammino per correggere l’andatura dei potenti: un appuntamento con la sto ria. E così la Fallaci scoperchia le pentole della finta democrazia e di quella ovattata e denuncia gli interessi nazionalistici dei Paesi dalla vecchia vocazione colonialistica. Ecco perché il libro di Letizia D’Angelo ha suscitato molte riflessioni e sentimenti di ammirazione, ha restituito alle persone il valore della libertà e della dignità umana. Il piacere dell’onestà intellettuale, quella che spesso si paga, fuori dall’ipocrisia e dalla convenienza personale. Un grande esempio non solo per le donne! Letizia ci ha riproposto un grande insegnamento di ariana: rischiare la propria vita perché si ama quella degli altri: degli oppressi, degli ultimi e di quelli che anelano alla libertà di pensiero. Questa è la realtà della stragrande maggioranza degli esseri umani. Senza la Fallaci avremo avuto meno conoscenza dei gravi problemi dei nostri simili nella lotta per la sopravvivenza.

 

Questo libro per la sua potenza evocativa e, soprattutto, educativa, può essere preso come documento per capire l’estremo valore del dialogo e della pace fra tutti i popoli della Terra.

Di Gianni Conti

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