Il marxismo morì prima di Lenin (ItaliaOggi.it)

di Diego Gabutti, del 9 Dicembre 2023

Giancristiano Desiderio

L’Anti-Marx

Anatomia di un fallimento annunciato. Con lettere inedite di Pasquale Martignetti, traduttore di Marx ed Engels, a Benedetto Croce

Nonostante la caduta dei muri, come pure delle cortine di ferro e di bambù, ancora non ne siamo usciti, e naturalmente non ne usciremo mai, perché le idee assassine, come le ha chiamate Robert Conquest, ci accompagnano, inestirpabili, parte grassa del divenire umano, fin dalla fondazione del mondo.

Quel che Karl Kraus diceva della guerra – che eccidi e mattanze sono pallottole che entrano da un orecchio dell’umanità per uscire dall’altro – vale soprattutto per le utopie, e in particolare per quelle meglio incellofanate, marxismo in primis. Non la vede diversamente Giancristiano Desiderio.

Battuto, anzi abbattuto, del marxismo propriamente detto restano soltanto i cocci – qualche polverosa edizione di Lavoro salariato e capitale, della Critica del Programma di Gotha e dell’Anti-Dühring (a cui l’Anti-Marx fa il verso) sulle bancarelle dei libri usati e abusati. Ma il fallout atomico del marxismo da bar e da bocciofila continua a ricadere ovunque: nelle aule universitarie, negli articoletti di giornale, nelle comparsate televisive degli opinionisti. È lì che insiste a far danni politici e intellettuali «quella cavalcata lirica ed epica che è a tratti il Manifesto del partito comunista» (si pensi «ai fenomeni del «politicamente corretto» e della «cancel culture», originati prima di tutto dalla cultura di massa e dalla mancanza di senso storico tipici del marxismo»). Desiderio, ridendosela un po’ sotto i baffi, mostra alle ultime raffiche del comunismo, armate per lo più di fucili a tappo, cos’è stato il marxismo, e che cosa ne è adesso.

«Il marxismo» – enumera – «ha predetto l’impoverimento dei lavoratori e la storia si è incaricata di smentire la previsione. Il marxismo ha previsto la rivoluzione in Occidente e la storia ha smentito la previsione. Il marxismo ha annunciato che col socialismo non ci sarebbero più state rivoluzioni e la storia ha ancora una volta smentito la previsione. E si potrebbe continuare a lungo di previsione in previsione e di smentita in smentita. Sennonché, qui giunti, ecco il colpo di genio dei marxisti: «spiegano» tutti i loro fallimenti. «Spiegano» Berlino 1953, Budapest 1956, Praga 1968, Mosca 1989, Berlino 1991, poi la prima e la seconda repubblica in Italia: le spiegazioni giungono sempre dopo gli eventi al fine di proteggere la teoria marxista dai fatti». È il contrario esatto del metodo scientifico rivendicato dai marxisti pomposi, Marx in testa: «Invece di falsificare e di correggere la teoria si manipolano i fatti».

Marx e il marxismo sono filosoficamente e politicamente fuori corso da ben prima che Lenin e i bolscevichi ne rilanciassero il brand con il golpe di San Pietroburgo. Già Croce, nel 1911, aveva parlato «di morte o fine del socialismo, intendendo dire che l’orizzonte dell’azione del socialismo non poteva che essere lo Stato liberale: e questa verità per noi oggi dovrebbe essere scontata ma purtroppo non lo è affatto», tant’è – scrive Desiderio – «che ancora c’è chi crede che la democrazia liberale – che altro non significa che inevitabile governo limitato della vita umana – possa e debba essere superata da non si sa bene quale post-democrazia». Morto e sepolto il marxismo, lo spettro famoso del comunismo continua tuttavia a lanciare flebili ululati e a sferragliar catenelle in giro per il mondo, dove ha stretto, negli ultimi anni, dall’invasione dell’Ucraina al pogrom del 7 ottobre in Israele, un Patto Stalin-Hitler con le destre sovraniste e peroniste. Sono apparizioni sempre più sgangherate e grottesche. Ma sono pur sempre apparizioni. Ergo occorre un esorcismo.

Filosofo e corsivista, penna allegra ma spietata, all’esorcismo provvede Giancristiano Desiderio, che «spiega» il marxismo attraverso i fatti, a cominciare dal più eclatante. Che «nel marxismo è completamente assente una teoria dello Stato e, dunque, è assente quello che è il problema per eccellenza non soltanto della filosofia della politica ma del pensiero e della vita civile: il limite del potere».

Giancristiano Desiderio, L’Anti-Marx. Anatomia di un fallimento annunciato, Rubbettino 2023, pp. 130, 14,00 euro, eBook 9,99 euro


Scarica il pdf