Nello Musumeci, “La Sicilia bombardata” (Ed. Rubettino) – di Gaetano Celauro (Culturelite.com)

di Gaetano Celauro, del 8 Agosto 2023

Nello Musumeci

La Sicilia bombardata

La popolazione dell’Isola nella Seconda guerra mondiale (1940-1943)

Nella ricorrenza degli ottanta anni dall’evento, esce nelle migliori librerie, una rivisitazione di quell’infausto periodo che vide la Sicilia, presa di mira dai bombardamenti degli Alleati.

L’autore, in atto Ministro della Repubblica nell’attuale legislatura, ha un passato di giornalista pubblicista ed ha pubblicato diverse opere e saggi storici sulla Sicilia.

Il sottotitolo di copertina di questo suo ultimo libro, recita testualmente: “La popolazione dell’Isola nella Seconda guerra mondiale (1940-1943)”, esprime la chiave di lettura con cui l’autore ha inteso approfondire la materia in questo volume che si avvale della prefazione del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. È il popolo della terra di Sicilia, che viene posto al centro della narrazione, riportando episodi ed aneddoti poco conosciuti o del tutto inediti, tratti anche da diari privati, ritratti di vita quotidiana che hanno contribuito alla “Grande Storia”. Un libro che si fa leggere con interesse, in quanto si inserisce con una costruzione letteraria particolare, il racconto di eventi personali e privati all’interno di avvenimenti quali tra gli altri, la resistenza all’occupazione del territorio, il comportamento dell’esercito italiano in Sicilia e quello delle truppe tedesche, le probabili interferenze con la Mafia locale etc… È posto in rilievo il racconto di quelli che subirono gli eventi bellici passivamente, pur essendone le vere vittime di cui spesso non si coglie la sofferenza e le ricadute. Storie di una violenza a volte gratuita, esercitata su una popolazione civile che sui motivi e le ragioni di una belligeranza a poche colpe e responsabilità.

Da un autore che non è uno storico di professione, si vuole offrire quindi una prospettiva ed un uguale metro di giudizio che prescinde da pregiudizi ed opinioni preconcette tentando di valutare storicamente e con obbiettività gli accadimenti.

Con una scrittura leggera e fruibile dal taglio divulgativo, pur trattando con il dovuto rigore fatti storici, il libro è un vero e proprio saggio documentato e preciso nei riferimenti. Una materia quella in argomento, che è stata spesso riportata, infarcita di leggende metropolitane se non di veri e propri falsi storici, senza alcuna base storica documentale.

Una pagina inquietante della Storia d’Italia, quando l’Italia entra in una guerra senza essere adeguatamente preparata, come si esprime correttamente in prefazione Gennaro Sangiuliano.

Già nel 1937, la Sicilia era stata interessata dalle Grandi manovre. Alla presenza del Capo del Governo,si erano organizzate delle esercitazioni militari per valutare la capacità di resistenza delle forze armate come pure della popolazione. In quell’occasione, gli osservatori presero atto delle capacità degli Italiani e diedero anche all’estero chiara esplicitazione di questo stato dell’arte. La Sicilia, peraltro, dallo stesso Mussolini, era ritenuta la più probabile porta di ingresso per un attacco da parte degli alleati e che proprio da lì si sarebbe avviata la riconquista dell’Europa.

Il volume di Nello Musumeci, si divide in due parti, trattando nella prima dei terribili bombardamenti che presero inizio dal 1940 essendo stata la Sicilia la seconda regione d’Italia colpita per prima dai Francesi, che partivano da Biserta per bombardare Palermo ma prima ancora era stata colpita Genova il 14 giugno. Dopo dieci giorni fu la volta d Palermo ma da allora ebbe inizio un continuo bombardamento delle città siciliane ed è merito di questa pubblicazione rappresentare il quadro generale degli eventi per come si susseguirono.

Altre pubblicazioni di valore ed interesse sono state scritte da specialisti e storici (cfr. diversi libri di Attilio Albergoni sulla materia) ma in questo caso vi è una visione di insieme precisa che focalizza l’attenzione sui soggetti vittime dei bombardamenti, con i loro drammi personali, le ansie e le preoccupazioni che in quei momenti attraversano il territorio dell’Isola.

Sulla necessità effettiva di bombardamenti di particolare violenza, ci si pone nel libro, più di un interrogativo seppur non manifesto. Invero da quello che si legge pare che l’unico obbiettivo fosse quello di fiaccare il morale dei Siciliani. Venivano colpiti sovente non obbiettivi militari, ma proprio la popolazione, la gente che doveva mostrare chiari segni di resa.

Non vi era inoltre, alcuna preparazione financo nell’avvisare delle imminenti incursioni aeree: mancavano le segnalazioni fatte con sirene efficienti, e la gente veniva avvertita con mezzi di fortuna, trombe o addirittura le campane e colpi di cannone. I rifugi antiaerei erano stati edificati malamente all’ultimo momento con materiale scadente, inidoneo e inadeguato alla potenza delle nuove armi messe in campo dagli Alleati. Pur nondimeno la gente tentò di resistere e nei rifugi dove si recò la gente stressata e impaurita dai continui allarmi, prendeva vita una nuova socialità, una solidarietà, una vicinanza e promiscuità tra gente diversa appartenente a diverso ceto sociale che viveva lo stesso dramma collettivo. Nei rifugi, come ben documentano i “Diari di Guerra” di cui si fa menzione, accadeva di tutto, si divideva insieme ogni esperienza, anche quella della nascita di bambini. Una realtà drammatica che perdurò dal 1940 al 1943, senza interruzione alcuna, prendendo di mira non solo le grandi città ma anche i piccoli centri, le comunità locali, ma anche i territori circostanti, le campagne. Occorre infatti tenere presente e rimarcare come la popolazione locale era vista e considerata come ostile, veniva trattata come tale, nemica delle truppe che avevano invaso il loro territorio. I bombardamenti degli Alleati proseguirono fino alla conquista dell’intero territorio di Sicilia, ma l’ultimo grande bombardamento su Palermo, si ebbe ad opera dei Tedeschi ed il volume di Musumeci si distingue tra l’altro nel descrivere con precisione e puntualità la tipologia degli aerei impiegati nelle varie incursioni.

Nella seconda parte del libro viene trattato il periodo di otto mesi dell’Amministrazione militare alleata sulla Sicilia, l’AMGOT, che gestì amministrativamente il territorio italiano conquistato e sottratto al nemico. Era pur sempre una terra di conquista, seppure in presenza di festeggiamenti. La si viveva come una liberazione dalle bombe, dall’incubo della fame, dalle ristrettezze, dall’assenza di generi di prima necessità. Ma la Sicilia era anche un territorio che non poteva essere amministrato con un progetto di lunga durata, in quanto da parte degli Alleati non vi era un interesse specifico ad averne un possesso definitivo. Non si vollero intrattenere relazioni e rapporti stabili con i potentati locali e i movimenti separatisti, in quanto la conquista della Sicilia era considerata solo una tappa della più grande “reconquista” dell’intera Europa. In quest’ottica vanno considerati e valutati alcuni eccessi di violenza verso la popolazione che si ebbero da parte delle truppe militari di occupazione come pure da parte truppe tedesche.

In riferimento poi al rapporto tra il contingente italo tedesco e le truppe alleate che venivano a occupare la Sicilia, è stato erroneamente considerato come debole e insufficiente sia stata la resistenza al nemico occupante. Si è voluta da parte di alcuna storiografia, dare una lettura che vede l’occupazione alleata anglo americana come una sorta di passeggiata che non trovò ostacoli e problemi di sorta. Ma invece occorre sottolineare il valore di quelle truppe regie specie quelle della Divisione Livorno che mostrarono a pieno il loro valore e resistettero eroicamente. La battaglia di Catania, come pure a Troina vi sono stati episodi in cui si manifestò un’opposizione tenace all’occupazione e lo sbarco in Sicilia è da annoverare una delle più imponenti operazioni militari della seconda guerra mondiale che in questo libro viene ricordato in un testo complesso, ma puntale e ben documentato con un ricco apparato fotografico, Non solo quindi un saggio storico ma un testo letterario coinvolgente che tratta la verità storica, da analizzare sempre con particolare attenzione e approfondimento.