Alberto Sordi, avrei bisogno di una delle tue battute immortali: a ricordarti mi scende un velo di malinconia (ilfattoquotidiano.it)

del 15 Giugno 2020

Igor Righetti

Alberto Sordi segreto

Amori nascosti, manie, rimpianti, maldicenze

L’amore per Alberto Sordi si eredita, almeno così è stato per me. Ha accompagnato la mia infanzia durante la quale ho guardato con i miei genitori tantissimi suoi film che ho rispolverato da grande, amandoli di nuovo perché ancora belli e perché mi ricongiungono con l’eden felice dei miei anni Settanta. E’ stato grazie a queste fortunate pellicole che ho perso la testa per certa musica cinematografica, proprio partendo dagli autori di quelle colonne sonore, Piero Piccioni (presenza costante, con il quale aveva uno stretto rapporto di amicizia) e Piero Umiliani.

A cento anni dalla sua nascita, Alberto Sordi è (meritatamente) ancora un solido pilastro del cinema italiano: versatile, bravo, unico, moderno e insuperato, ha scandagliato ogni sfaccettatura del nostro costume tramite personaggi, stereotipi e una miriade di espressioni del suo viso. Vizi, soprattutto quelli, cinismo e negatività, anche. Ci ha fatto ridere (a volte amaramente) interpretando in maniera acuta e impietosa anche il peggio della società della sua epoca, in qualche caso prevedendo accadimenti successivi, attuali ancora oggi.

Ogni volta che vado in centro cerco la meravigliosa Roma delle sue commedie, senza ovviamente più trovarla, come già succedeva a lui che si lamentava di come fosse cambiata, deturpata dalla mancanza di rispetto e sporcizia di chi ci viveva senza amarla. Tuttavia non l’abbandonò mai e non cedette alle lusinghe e al richiamo del cinema americano. Così come mai cedette agli spot pubblicitari, così come mai ha voluto fare politica.

Attore, doppiatore, regista, cantante. Avanspettacolo, radio, televisione, ma soprattutto cinema con oltre 200 titoli. Due tra tutti mi impressionarono da ragazzina, amari, drammatici, a tinte fosche: Lo scopone scientifico (Luigi Comencini, 1972) e Un borghese piccolo piccolo (Mario Monicelli, 1977).

I personaggi, l’attore e soprattutto l’uomo li trovo nel libro Alberto Sordi segreto (Rubbettino), scritto da Igor Righetti, giornalista, docente universitario, conduttore radiotelevisivo, direttore responsabile di molti giornali e autore di pubblicazioni ma, soprattutto, parente diretto di Alberto Sordi da parte di Maria Righetti, l’adorata madre. In allegato un cd con la canzone Alberto nostro, una stornellata romana dal ritornello molto orecchiabile che nel testo e nella scelta musicale rende omaggio al grande attore, scritta e interpretata da Righetti insieme al cantautore toscano Samuele Socci.

Testimonianze di parenti veri, amici veri, donne che hanno fatto parte della sua vita e alcune interviste ci restituiscono un ritratto vero dell’uomo Alberto Sordi, riscattandolo da chiacchiere e irriverenti maldicenze che circolano su di lui. Nelle pagine che rivelano queste dicerie, i commenti dell’autore mostrano un affettuoso e doveroso intento di esatta ricostruzione storica, al di fuori di curiosità pruriginose e sensazionalistiche.

E così scopriamo che era tradizionalista, amante di piatti tipici della nostra cucina e del Campari soda (come ricorda Pippo Baudo in uno dei simpatici aneddoti di cui è cosparso il libro), cattolico e religiosissimo.

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