Nella guerra al Covid agli Usa stavolta non bastano armi e finanza. Dal libro di M. Teodori (huffingtonpost.it)

del 14 Maggio 2020

Massimo Teodori

Il genio americano

Sconfiggere Trump e la pandemia globale

Da oggi, 14 maggio, esce in libreria e ebook il nuovo libro di Massimo Teodori dal titolo “Il genio americano. Sconfiggere Trump e la pandemia globale”, edito da Rubbettino. Huffpost è in grado di pubblicare un estratto.

 

Le elezioni presidenziali del 2020, oltre ad essere le più travagliate dal secondo dopoguerra per il Covid-19, rappresentano una svolta decisiva non solo per gli Stati Uniti, ma anche per tutto l’Occidente. L’America ha influenzato il destino dell’Europa e dell’Italia prima nella guerra mondiale e poi con una successione di eventi che, iniziati con lo sbarco dei marines sulle coste europee, sono proseguiti con il piano Marshall, il mondo bipolare e la globalizzazione che ha coinvolto l’economia, la politica e la cultura di tutti noi.

 

Oggi, nell’anno delle presidenziali, ha fatto irruzione, imprevedibile e imprevisto, il coronavirus sovrapponendosi all’anomalia della presidenza Trump che ha interrotto la continuità politica dei leader Repubblicani e Democratici omogenei al canone democratico culminante ogni quattro anni nella macchina elettorale dell’alternanza in una sorta di laica sacralità rituale.

 

Gli americani devono ora combattere una cosiddetta “guerra” per la quale non sono attrezzati. Tutte le guerre combattute nell’ultimo secolo dalla possente nazione sono state condotte facendo leva su due strumenti ben padroneggiati: gli armamenti d’ogni tipo e una finanza esorbitante capace di superare qualsiasi ostacolo. Di fronte alla pandemia ambedue queste armi risultano spuntate.

 

Né la forza militare né la potenza economico-finanziaria è in grado di fermare e sconfiggere il Covid-19, un nemico da affrontare con strumenti diversi da quelli abitualmente usati contro i “nemici” ideologici, politici e militari. L’America non dispone di una struttura federale sanitaria né potrà essere facilmente organizzata nei tempi della pandemia. La stessa cultura individualistica e libertaria dell’homo americanus renderà difficile il rispetto delle regole sociali emanate dall’Atlantico al Pacifico così come sembra improbabile una maggiore disciplina dell’economia come negli altri paesi dell’occidente.

 

La difficoltà per gli Stati Uniti di fronte al Covid-19 è accentuata dalla controversa figura di Trump. E’ la prima volta che concorre per un secondo mandato un Presidente che è stato impeached dalla maggioranza (Democratica) della House of Representatives, poi prosciolto dalla maggioranza (Repubblicana) del Senate. Per questo una larga parte degli americani lo ritengono delegittimato a guidare la nazione in un momento così grave in cui sarebbe stata necessaria quell’unità della nazione che il Presidente ha incrinato creando uno spartiacque tra “veri” e “falsi” americani, proclamato perfino in sede istituzionale con attacchi personalizzati contro alcune deputate di sinistra.

 

Di fronte al virus il presidente Trump ha tenuto una ambigua linea oscillante tra la sottovalutazione arrogante e la propaganda muscolare. Ha pensato di esorcizzare la gravità della questione sanitaria attribuendo la crisi ai cinesi, con una singolare argomentazione rivolta contro il Paese eretto a nemico nazionale. Ed è passato da un atteggiamento esaltante la libertà individuale dell’americano devoto allo Stato minimo alla drammatizzazione di un pericolo esterno agli Stati Uniti.

 

Il governo federale nella prima fase dell’epidemia non è stato in grado di unire la nazione federale per fare fronte alla pandemia, sicché alcuni governatori di Stati hanno autonomamente proceduto con provvedimenti differenziati. Washington ha puntato tutto sull’aspetto finanziario della crisi con l’immissione sul mercato di una enorme massa di denaro non valutando appieno che l’emergenza sanitaria è cosa ben diversa dalla crisi finanziaria. L’intervento in dollari darà forse i frutti in futuro ma non inciderà sull’organizzazione medica, vale a dire sull’aspetto civile e umano del dramma che ha investito allo stesso modo tutte le sezioni del popolo americano.

 

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