Nell’acquario delle due Camere (MF - Milano Finanza)

di Andrea Pira, del 6 Dicembre 2020

Mario Nanni

Parlamento sotterraneo

Miserie e nobiltà, scene e figure di ieri e oggi

Le chat stanno ribollendo. Sui gruppi Whatsapp viaggia il malcontento dei parlamentari. Espressioni diventate ormai comuni nei resoconti di quanto avviene all’interno di Camera e Senato. In questi giorni di trattative per evitare incidenti nella maggioranza al momento del voto del 9 dicembre sulla posizione da tenere in Europa rispetto alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità le chat a ribollire sono quelle pentastellate.

Fermare la modifica del Trattato sul Mes equivarrebbe a mettere la parola fine all’esperienza del governo Conte II è l’esito paventato ai dissidenti M5S, messi sotto pressione dall’ala governista del Movimento e dagli alleati di maggioranza.

Segno del cambiare dei tempi e del lavoro dentro i palazzi, dove la comunicazione è affidata ai social network e a sistemi di messaggistica, tanto più in mezzo alla pandemia che rende più complicata la presenza fisica, “le chat stanno ribollendo” è anche una di quelle frasi che potrebbero trovare spazio negli esempi di “lingue parlamentari” riportate da Mario Nanni nel suo Parlamento sotterrano: miserie e nobiltà, scene figure di ieri e di oggi (Rubbettino 2020). Un libro di “cose viste” e istantanee all’interno e all’esterno di Palazzo Madama e Montecitorio.

Una memoria storica, non senza momenti di umorismo, di anni da giornalista parlamentare, fatta di “personaggi di vario spessore, figure e figurine, che talvolta assumono la fisionomia esemplare dei tipi letterari”, da Giulio Andreotti al ministro dell’interno del Pci, Ugo Pecchioli, passando per Cicciolina e Carlo Tassi “il deputato in camicia nera”.

 

Il volume è anche una lezione per i giovani cronisti che si affacciano al racconto dei “gironi” dell’istituzione che più che mai resta “il presidio della democrazia”, anche se acciaccata dalla perdita di smalto e autorevolezza, bersaglio di pregiudizi e antipolitica. Un libro andato in stampa prima dell’esito del referendum costituzionale del 20 e 21 settembre, che ha confermato la riduzione di un terzo di senatori e deputati. L’esito, scriveva Nanni, con facile preveggenza, “appare abbastanza scontato: la riduzione passerà”. Così è stato: i sì hanno prevalso con quasi il 70% e un affluenza di poco superiore al 51%.

 

A distanza di 72 anni l’Italia continua però a essere una Repubblica di tipo parlamentare e le due Camere la “figurazione rappresentativa” dei pregi e dei difetti del mondo di fuori. (riproduzione riservata)

 

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