Globalizzazione e democrazia (settimananews.it)

di Roberto Mela, del 15 Aprile 2019

Domenico Santangelo

Quale democrazia in tempo di globalizzazione?

Analisi etico-politica e valutazione della concezione di Amartya Kumar Sen alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa

Domenico Santangelo, autore del testo, sacerdote della diocesi di Teggiano-Policastro (SA), si è laureato in Scienze economiche e bancarie (Università degli Studi di Siena). Compiuti gli studi filosofici presso la FTIM di Napoli, sezione San Luigi, e gli studi teologici presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, ha conseguito il dottorato in Teologia morale all’Accademia Alfonsiana di Roma. Ha tenuto corsi alla Lateranense e alla Pontificia Università Urbaniana e ha collaborato come Aiutante di studio con l’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI. Attualmente è docente di Teologia morale speciale presso l’ISSR Ecclesia mater della Pontificia Università Lateranense in Roma.

Nel capitolo primo (pp. 25-74) della sua tesi di dottorato l’autore studia il tema della democrazia a livello storico-concettuale (età antica, medioevo, pensiero moderno, pensiero contemporaneo). Nell’ultimo paragrafo egli esamina la scelta dei governanti, le forme e le procedure, l’ideale attivo-partecipativo della polis, la comunicazione razionale e la teoria discorsiva della democrazia.

Nel capitolo secondo (pp. 75-128) Santangelo mette a tema il rapporto tra democrazia e globalizzazione. La democrazia ha come orizzonte attuale la globalizzazione, che viene studiata nella sua dimensione ideale-descrittiva.

Nel secondo paragrafo viene esaminato lo status della democrazia oggi, prendendo in esame la globalizzazione nella sua dimensione politico-normativa. L’autore studia in particolare lo spazio politico nella globalizzazione, con i vuoti di potere possibili e i tentativi di ri-spazializzazione politica. Descrive infine la morfologia del potere democratico globale, con la diffusione e lo sviluppo della global governance.

Il capitolo terzo (pp. 129-201) è dedicato all’esame del pensiero dell’economista, filosofo e accademico indiano Amartya Kumar Sen (Santiniketan, 3 novembre 1933), Premio Nobel per l’economia nel 1998, Lamont University Professor presso la Harvard University.

In un primo momento, Santangelo studia i fondamenti della democrazia proposti da Kumar Sen, considerando il ruolo della libertà e dell’uguaglianza. La globalizzazione non va intesa come “occidentalizzazione” e, di per sé, non è una follia. Nella globalizzazione c’è una crescita della diseguaglianza. Studiando che cosa fare di fronte alle disuguaglianze create dalla globalizzazione, Sen conclude che la globalizzazione va difesa, ma anche che i suoi benefici vanno distribuiti equamente. Le istituzioni vanno rinnovate, tenendo presente soprattutto il valore della libertà. Lo sviluppo è libertà. La società va giudicata in base alla qualità della vita nel suo insieme più che al benessere e alla crescita dei redditi percepiti. Vanno favorite la libertà politica, le opportunità sociali, la libertà culturale.

La priorità nelle scelte va data alle “capacità” rispetto ai “funzionamenti” (categorie di pensiero fondamentali nell’opera di Kumar Sen). Le capacità si riferiscono alle opportunità o alle possibili combinazioni di funzionamenti, collegati alle condizioni che abilitano dall’esterno, come i poteri a ciò preposti, o alle abilità personali, dall’interno.

L’opzione di Sen a favore della democrazia deriva direttamente dal suo approccio all’etica sociale e allo sviluppo globale basato sul capability approach.

Sono quattro le categorie di informazioni rilevanti per il vivere sociale: “facoltà di agire/agency” e “stare bene/benessere/well-being”, da una parte, e risultati e libertà, dall’altra. Ci sono quindi risultati in termini di facoltà di agire e risultati in termini di star bene, così come c’è libertà in termini di facoltà di agire e libertà in termini di star bene. La democrazia arricchisce e migliora la vita di cittadini.

La democrazia è un sistema che esige un impegno costante e comprende lo svolgimento delle elezioni e l’accettazione del loro risultato, la protezione dei diritti e delle libertà, il rispetto della legalità, la garanzia di libere discussioni e di una circolazione senza censura delle notizie. La democrazia ha un valore intrinseco perché abilita i cittadini a partecipare politicamente alla vita pubblica.

La democrazia e i diritti civili e politici basati sulla dignità umana hanno un’importanza diretta per una condizione umana che comprenda le capacitazioni di base. La democrazia si basa, inoltre, sulla uguaglianza di tutte le persone e previene la guerra fra i vari gruppi. Essa ha un valore “protettivo”.

La liberà di stampa è essenziale per la democrazia. Il governo democratico è costruttivamente buono se fornisce istituzioni e processi in cui il popolo può imparare da ogni altro e così costruire o decidere quali sono i suoi valori e le priorità della società. Sen propone un sistema di pensiero economico-sociale-politico basato sulla libertà e sull’eguaglianza ai fini di una comprensione più adeguata dei valori e dei meccanismi operativi di funzionamento della democrazia attuale, in via di globalizzazione.

Nel capitolo quarto (pp. 219-382), Santangelo compie un’analisi etico-teologica della democrazia “globale” alla luce della Dottrina sociale della Chiesa (= DSC), ponendola a confronto con la posizione di Kumar Sen. Studia perciò dapprima secondo un taglio storico-concettuale il rapporto tra la Chiesa cattolica e la democrazia politica, per poi proporre, in una parte sistematica, teoretico-applicativa, gli elementi rinvenuti come indispensabili.

Vengono esaminati quindi quali fondamenti di tipo etico possono consentire di articolare in positivo una proposta di “democrazia globale”, anche se questa espressione, e la sua relativa concettualizzazione, ancora non ricorre nella DSC e anche se sembra che essa non sia stata ancora oggetto di specifica attenzione nella letteratura teologico-morale esistente.

L’autore studia i pronunciamenti magisteriali in materia, enucleando gli aspetti più tipicamente etici sul tipo di democrazia a cui la DSC può dare luogo. Seguendo una metodologia strutturata in tre momenti – “vedere”, “giudicare”, “agire” –, si vuol giungere a una proposta di azione concreta che si avvalga anche degli elementi di analisi avanzati da Kumar Sen.

Nella prima parte del quarto capitolo (pp. 235-294) si studiano gli elementi profetici di discernimento proposti dalla DSC sulla democrazia (concezione funzionale, sostanziale, promozionale).

Nella seconda parte (pp. 295-336), Santangelo propone una valutazione etico-teologica della democrazia presente nel pensiero di Kumar Sen, nei suoi punti favorevoli e in quelli critici. Dopo un giudizio critico generale sull’approccio seniano, si forniscono tre giudizi critici specifici riguardanti il rapporto libertà-bene, l’idea di persona, la razionalità e l’oggettività nei processi democratici.

Nella terza parte del capitolo (pp. 337-372), l’autore riflette sulla dimensione profetica della DSC e sulla sua fecondità, per avanzare, infine, al temine del suo imponente lavoro, la proposta di una “democrazia globale”. Esamina il livello oggettivo della proposta, riflettendo sull’ordine morale dell’idea, indagandone il livello ideale e quello reale.

Conclude tratteggiando le linee-guida che conducano a un popolo e a una governance globali e delineando la prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale, elencando alcuni elementi propositivi in merito.

Dopo la Conclusione (pp. 373-382), segue l’imponente bibliografia (pp. 383-432) suddivisa fra: A) Fonti (1. Magistero della Chiesa cattolica: Documenti dei concili, Documenti dei papi, Documenti di Congregazioni, Pontifici consigli, Pontificie accademie e Commissioni; Magistero a livello continentale; 2. Autori classici; Opere di Amartya Kumar Sen); B) Studi (1. Libri e contributi in libri; 2. Riviste; 3. Voci da Dizionari ed Enciclopedie); 3. Sitografia (1. Circa l’Autore e dell’Autore; 2. Sulla democrazia; 3. Sulla globalizzazione).

La veste tipografica è bisognosa di migliorie, per essere all’altezza di questo lavoro davvero interessante, innovativo e propositivo a livello di Teologia morale circa il fenomeno odierno, sfaccettato e complesso, della globalizzazione, nell’ambito del quale l’autore propone l’innovativa idea di una “democrazia globale”.

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