Le Monde fra le "anime nere" (Calabria Ora)

di Redazione, del 14 novembre 2012

anime_nereDa Calabria Ora - 13 novembre 2012

Un lungo racconto su "Le Monde Diplomatique", il mensile dello storico quotidiano "Le Monde", tradotto in cinquanta Paesi, il più autorevole organo d'informazione del globo. Non un'immagine-cartolina, ma neppure l'ennesimo stereotipo oscurantista.

La Calabria e, in particolare la sua costa ionica, così com'è. Lo firma Serge Quadruppani, scrittore ed editore francese, in visita nella nostra regione poco tempo fa. Con una guida d'eccezione, lo scrittore Gioacchino Criaco. Quadruppani si era lasciato ammaliare dalle descrizioni dell'Aspromonte selvaggio, del mistero dei suoi anfratti, delle "anime nere" che lo popolano, del destino di dannazione che sembra non abbandonarli. L'Aspromonte di Gioacchino Criaco e dei suoi personaggi. Si innamora, l'intellettuale d'oltralpe, del romanzo "Anime nere" (scelta coraggiosa dell'editore Rubbettino), tanto da tradurlo per il mercato francese. E della montagna, bellissima nel suo lussureggiante abito naturale, sinistra per la fama che l'accompagna. Tanto da decidere di venirla a conoscere da vicino e, alla fine, farne un reportage. «Chiunque percorre questo recesso del mondo vedrà ancora alzarsi, come divinità silvestri svegliate dal suo passaggio, storie vere e leggende ancora più vere, poiché esse racchiudono lo spirito del luogo e di coloro che lo abitano» scrive Quadruppani. E l'appello, partito appena pochi mesi fa, proprio dal cuore dell'Aspromonte, da Africo Antica, magica nella sua sospensione temporale, tra passato e presente, perché si venisse a conoscere, finalmente, questa terra, per raccontarla, tra emozione e realismo, lontano dal pregiudizio, è stato colto. Colto e amplificato dal potere mediatico di "Le Monde", che racconta Africo, riflette sugli stereotipi, cita il giornale locale "La Riviera". «Non avevo preconcetti verso il sud Italia, ma le notizie che mi arrivavano erano, comunque, le solite, quelle che vogliono per forza farti pensare a una zona ad alta pericolosità, al mafioso per strada con le armi in vista e l'aria truce - ci dice al telefono Quadruppani -. Il romanzo di Criaco mi ha offerto un'altra prospettiva, mi ha incuriosito. E qui, tra il mare e la montagna, ho scoperto la terra del mito». Terra «ad alta densità di visionari, da Gioacchino da Fiore a Tommaso Campanella», e «paesaggi sublimi, ricchezze storiche infinite, risorse agricole magnifiche». Quadruppani, insieme a Criaco ha visitato tutti i più bei luoghi della ionica. Ed è rimasto letteralmente incantato dai mosaici di Casignana, dal borgo antico di Gerace, e dalla spiaggia di Capo Zefirio. E, scrive ancora, «di fronte a queste enormi potenzialità, l'atonia generalizzata della società è tanto più sorprendente. Le forze vive della regione sembrano ancora condannate all'emigrazione e Gioacchino ha gioco facile nel dire che ciò continuerà a lungo, fino a quando la società italiana avrà bisogno di una manodopera nazionale a buon mercato ». «Ci sono energie vive, positive - conclude, promettendo già un pronto ritorno - ma c'è ancora qualcosa che blocca, che impedisce il decollo. Credo sia una colpevole apatia diffusa. Mentre ora ciò di cui questa terra ha bisogno è di trovare in sé una forza trasformatrice che la renda davvero libera»

di Maria Teresa D'Agostino