La vergogna del "Calcio criminale" (La Discussione)

di Massimiliano Converti, del 28 settembre 2012

Da La Discussione - 22 settembre 2012
Partite truccate. Campionati falsati. Gestione delle scommesse, lecite e illecite. Riciclaggio di denaro sporco. Controllo delle scuole calcio e dei vivai delle squadre. Bagarinaggio. Estorsioni mascherate da sponsorizzazioni. Minacce a giocatori, allenatori e dirigenti. Utilizzo delle tifoserie per scopi poco nobili. Controllo dei servizi e delle attività interne ed esterne agli stadi. Sono queste alcune delle azioni messe in campo - è proprio il caso di dirlo - da quel sistema criminal-sportivo che potremmo definire Calcio Criminale, in cui operano sportivi disonesti, criminali, mafiosi e insospettabili colletti bianchi.

Questo mondo fatto di imbrogli, slealtà, corruzione, omertà, violenza e minacce - che molti conoscevano e non hanno denunciato – in cui girano grandi quantità di denaro, è stato portato alla luce dalle inchieste svolte, e tuttora in corso, dalla magistratura in diverse regioni italiane: Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Sicilia. Il calcio italiano non è nuovo agli scandali, purtroppo, ma l'ultima Scommessopoli ha qualcosa di diverso dal passato: è emersa l'esistenza di rapporti tra il mondo del calcio e quello delle mafie italiane e della criminalità organizzata straniera. Sono stati arrestati calciatori famosi e non, in carriera e no, di serie A e di serie minori. Indagini sono in corso su calciatori della nostra N azionale, su allenatori di grandi squadre e su presidenti di società sportive. Il mondo del pallone sta perdendo sempre di più credibilità.

Il Calcio Criminale è una minaccia seria, concreta e attuale, sia per chi opera onestamente nel mondo del pallone, sia per chi ne è sinceramente appassionato. Le pagine di questo libro lo testimoniano in modo dettagliato, raccontando storie realmente accadute. Questi ed altri aspetti vengono ampiamente trattati da Pierpaolo Romani, autore, per Rubbettino del libro, del volume "Calcio criminale". Romani, ricercatore e giornalista pubblicista, attualmente è coordinatore nazionale di Avviso Pubblico. Enti locali per la formazione civile contro le mafie e consulente della Commissione parlamentare antimafia, incarico già ricoperto dal 1997 al 2001 (XIII legislatura).

Ha collaborato con il Gruppo Abele di Torino coordinando il piano di comunicazione per i giovani Macramé (2001-2005) e con Libera. Associazioni nome e numeri contro le mafie, in qualità di componente dello staff dell'Ufficio di Presidenza (1997-2001). Collaboratore della rivista Narcomafie, è autore di numerose pubblicazioni sul mondo della criminalità organizzata. «Un calcio ridotto esclusivamente a business - afferma l'autore dell'interessante volume - privo di passione e di un progetto sportivo capace di prestare attenzione alla coltivazione dei vivai giovanili, è un calcio famelico di denaro. E oggi, in tempo di crisi, sono la criminalità organizzata e le mafie a disporre di ingenti capitali, pronti per essere riciclati, nella coscienza che per molti presidenti o direttori sportivi vige il principio del pecunia non olet, del "denaro che non ha odore". Basta che arrivi. Errore tragico e gravissimo. Chi opera a vario titolo nel mondo del calcio deve essere cosciente che più si diffonde l'illegalità, la corruzione e l'omertà maggiore è la presenza del crimine organizzato e mafioso.

Questo si traduce in perdita di sicurezza, di sponsor e di investitori onesti e perbene, di credibilità, di tifosi e, di conseguenza, di guadagni. Il calcio può cambiare. Il calcio deve cambiare. Chi sa parli. Gli onesti si facciano sentire. E si aprano le porte a dirigenti nuovi e preparati».

Di Massimiliano Converti