Classifica Greenpeace ‘Salvaforeste’ ()

di Redazione, del 17 maggio 2011


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Greenpeace ha diffuso la versione aggiornata della classifica “Salvaforeste” valutando ben 113 case editrici italiane in base alla sostenibilità della carta utilizzata nei propri libri. Dall’ultimo aggiornamento, del dicembre 2010, sono 10 le case editrici che hanno ribaltato la propria posizione passando dalla parte delle foreste indonesiane. Bene Rubbettino, De Agostini, Laterza e Loescher

che sono passate alla fascia verde chiaro, impegnandosi ad aumentare progressivamente le percentuali di carta riciclata e certificata FSC nelle proprie produzioni editoriali. Qualche miglioramento, non ancora sufficiente, per Zanichelli che si spoglia dalla “maglia nera” e passa a una posizione intermedia. Cartellino rosso per editori del calibro di Newton Compton e Castelvecchi e maglia nera per Sellerio, e Disney Libri che perseverano nella loro mancanza di trasparenza sulle materie prime utilizzate per i propri libri.
La prima versione della classifica “Salvaforeste” degli editori italiani è stata lanciata al Salone Internazionale del Libro di Torino lo scorso anno, rivelando come la maggior parte dei libri venduti nel nostro Paese fosse una minaccia per le preziose foreste di Sumatra e gli ultimi oranghi indonesiani. L’Italia, infatti, è il più importante acquirente europeo di carta indonesiana e il maggior cliente del campione della deforestazione, l’indonesiana APP (Asia Pulp and Paper).
“La classifica “Salvaforeste” ha avviato una vera e propria inversione di tendenza nell’editoria italiana, soprattutto grazie all’impegno di grossi gruppi editoriali come Feltrinelli, che attualmente stampa i propri libri esclusivamente in carta certificata FSC e Mondadori che, nel dicembre del 2010, si è impegnata ad aumentare progressivamente la sostenibilità di tutte le case editrici del gruppo: Einaudi Stile Libero e Piemme in testa – racconta Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia -. Il Gruppo RCS continua a dimostrare invece scarsa attenzione al tema della sostenibilità della carta. Le case editrici del gruppo, a eccezione di Bompiani, da anni “amica delle foreste”, continuano a essere valutate “insufficienti”".
“Dal lancio della nostra prima classifica abbiamo ricevuto centinaia di mail di lettori – continua Campione – che ci chiedevano di valutare i loro editori preferiti. Nonostante l’impegno di un numero sempre crescente di editori, sono ancora troppe le aziende che con politiche di acquisto della carta assolutamente inadeguate si rendono corresponsabili della distruzione delle ultime foreste tropicali”.

La classifica “Salvaforeste”
Il sito Deforestazione Zero