Un saggio politico su De Gaulle e il gollismo, la discesa agli inferi della guerra messicana ai narcos (Il Foglio)

di Redazione, del 22 maggio 2013

Da Il Foglio - 22 maggio 2013

L'attuale ministro delle Riforme istituzionali del governo Letta e autore di questo libro Gaetano Quagliariello, è in realtà come formazione uno storico più che un costituzionalista (è ordinario di Storia contemporanea alla Luiss). Prima di questo testo ponderoso aveva scritto tre altri libri su Charles de Gaulle e il gollismo oltre a un quarto volume sul sistema Francia da Chirac a Sarcozy. "Sintesi delle tre puntate precedenti", per definizione stessa dell'autore, questo "ulteriore e definitivo contributo sulla figura del generale De Gaulle" è centrato sulla comparazione a tutto campo tra Francia e Italia, proprio per chiarire il perché oltralpe ci fu già nel 1958 la Quinta Repubblica, mentre da noi la Seconda Repubblica è data sostanzialmente per morta.
"Le grandi figure, dunque, non hanno più presa sul destino dei popoli di quanta ne abbia un turacciolo di sughero sulle onde che lo trascinano? Secondo De Gaulle non è cosi. I grandi uomini sono come i navigatori che non soltanto affrontano le tempeste, ma sanno anche come sfruttare i venti e le onde per procedere": la citazione da Alain Peyrefitte aiuta a inquadrare il fatto che, tra altre grandi differenze, ci sia stata anche la mancanza, in Italia, di un leader comparabile al generale. Uno dei cui maggiori meriti, sembra volerci spiegare Quagliariello al termine di un lunghissimo excursus, fu quello di essersi saputo mettere da parte al momento giusto. Lasciando che il nuovo sistema da lui creato imparasse a camminare sulle proprie gambe.