Raccontare un'esistenza tra politica e privato (La Repubblica)

di Redazione, del 22 novembre 2012

12e0271_cop_guidi_29_06Da La Repubblica - 22 novembre 2012

«Ero sopravvissuto». Antonio Guidi lo ricorda e rivendica in qualche modo la propria nascita affetta da tetraparesi spastica: neuropsichiatra, salito alla ribalta nei primi anni Novanta quando faceva da ospite fisso nei talk show di Gianfranco Funari

, è stato ministro e poi sottosegretario nei primi due governi Berlusconi. Con gli occhi di un burattino di legno (Rubbettino, pagg. 116, euro 10) è l'autobiografia sua e, in filigrana, dell'Italia repubblicana, ma è anche più semplicemente la storia di una vita. Così il ricchissimo campionario aneddotico contenuto nel volume, ora divertente ora scabroso, serve a trasmettere una vitalità nient'affatto generica, marchiata a fuoco dalla sua genesi. C'è, però, un altro motivo che spiega il registro del libro. È Guidi stesso a rivelarlo, quasi. senza rendersene conto: per una persona disabile «quella che per chiunque è un'azione necessaria diventa una prova». E questo introduce un altro elemento del racconto: la questione sociale. Guidi testimonia in prima persona la cecità che spesso contraddistingue il discorso pubblico proprio su questo terna, spesso rimosso o messo a tacere. E, allora, chi riesce ad avere voce può usarla con una missione civile: riconoscere senza ipocrisie le diversità e ridurre al minimo i disagi per i loro portatori.

di Giulio Azzolini