Premio letterario Elsa Morante: tra i finalisti anche "L'uomo che guardò oltre il muro" (CasertaNews.it)

di Redazione, del 18 settembre 2012

Da CasertaNews.it - 18 settembre 2012
Procida - Nel centenario della nascita di Elsa Morante, per la XVI edizione del Premio Letterario "Procida Isola di Arturo – Elsa Morante" la giuria, composta da Giovanni Russo (Presidente), Mirella Serri, Alberto Sinigaglia, Antonio Lubrano, Elio Pecora, Ermanno Corsi, Paolo Peluffo, Gennaro Malgieri, Giacomo Retaggio ed Enrico Scotto di Carlo, ha scelto di premiare Marcello Fois, per la sezione narrativa, con il romanzo "Nel tempo di mezzo" edito da Einaudi e Sergio Zavoli, nella sezione saggistica, con il libro "Il ragazzo che io fui" edito da Mondadori. Premio traduttori a Lorenza Di Lella e Giuseppe Girimonti Greco per la traduzione del libro, edito da Adelphi, "Il Barone Sanguinario" di Vladimir Pozner. Quattro le segnalazioni: Antonio Motta "Un altro mondo omaggio a Elsa Morante" Edizioni "Il Giannone"; Ulderico Munzi "Mussolini e il mostro di Tolmezzo" editore Marsilio, Genoveffa Palumbo "Le porte della storia" editore Viella; Clio Pedone "L'uomo che guardò oltre il muro" editore Rubbettino; Domenico Ambrosino con il libro "L'isola sequestrata" per Massa editore La serata della premiazione, organizzata dal Comune di Procida e sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, avverrà sabato 6 ottobre, alle ore 21,00, presso il "Procida Hall" con la partecipazione dei vincitori e la presenza dell'attore-regista Carlo Verdone, al quale sarà assegnato il premio "Complice d'autore".

L'intervista all'autrice de "L'uomo che guardò oltre il muro. La politica estera italiana dagli euromissili alal riunificazione tedesca svelata da Francesco Cossiga"
Pedone: Cossiga oggi avrebbe consigliato a Obama attenzione per zone calde. Amava la diplomazia, realizzò il suo sogno quando fu Ministro degli Esteri
Roma, 15 set. - (Adnkronos) – “Cossiga amava la diplomazia. La politica estera era per lui un'arte ma anche lo strumento con il quale dare un peso politico allo Stato. Forse, in questa situazione così calda per il Medio Oriente, avrebbe consigliato a Obama di mantenere più attivi i suoi contatti con le Cancellerie internazionali, non delegando tutto al segretario di Stato, Hillary Clinton”. È l'analisi di Clio Pedone, giornalista esperta di politica internazionale, autrice del libro “L'uomo che guardò oltre il Muro. La politica estera italiana dagli euromissili alla riunificazione tedesca svelata da Francesco Cossiga” (Rubbettino, prefazione di Anna Maria Cossiga).
“L'allentamento della presenza militare statunitense in alcune zone calde del Medio Oriente - spiega la giornalista - non ha favorito la stabilità. Per l'ottavo presidente della Repubblica, i Paesi che si stanno occupando di questa transizione non avrebbero dovuto sbandierare un pacifismo esasperato nel momento in cui la conflittualità è ancora in corso”.
“Cossiga - fa notare Pedone - fu ministro degli Esteri nel 1979, proprio quando assunse l'incarico di presidente del Consiglio. In quel momento, oltre ad aver realizzato il più grande sogno della sua vita, quello di guidare la diplomazia italiana, aveva raggiunto anche gli obiettivi più importanti della sua carriera politica, come la trattativa sugli euromissili che portò poi al crollo del Muro di Berlino e dell'intero sistema sovietico”. “Forse – conclude - oggi il presidente si sarebbe risentito per il fatto che la diplomazia spesso la fanno i protagonisti dell'economia invece che i rappresentanti del mondo diplomatico”.