Monotonia del posto fisso? Meglio morto che precario. Parola di Giovanni Parrotta ()

di Redazione, del 10 febbraio 2012

Il posto fisso è una monotonia? Non la pensa certamente così Michele, 29 anni che per sfuggire al mondo del lavoro nero, della disoccupazione e dei falsi miraggi dei call center decide di togliersi la vita. Michele sembra un ragazzo come tanti, uno dei tanti giovani calabresi che trascorre le giornate piantonando la panchina della piazza del paese e magari andando alla ricerca di qualche espediente per comprare una maglietta o un pantalone.

Michele però è il protagonista di un romanzo che si è aggiudicato la sezione "Premio Chimirri" del concorso "Parole nel vento 2011". Il libro si intitola Meglio morto che precario ed è opera di Giovanni Parrotta, classe '88, giovane autore catanzarese che si definisce anarchico e che, anche lui, fluttua dall'anno del diploma "simpaticamente" nel precariato.


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