Mafia, no grazie. Gli artisti «contro» per beneficenza ()

di Redazione, del 30 gennaio 2013

Il Manifesto del 30 gennaio 2013


Duecento pagine, diciotto brani, un titolo, “Musica contro le mafie”, accompagnato dal sottotitolo «La musica che scrive, le parole che si fanno sentire». Così si presenta il libro più cd (15 euro) fresco di uscita nelle principali librerie, edito da Rubbettirio, Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti) e IVIK Records. I proventi delle vendite andranno all'associazione Libera dí Don Luigi Cíottí. Curato da Marco Ambrosi, Gennaio De Rosa e Giordano Sangiorgi, con gli interventi di Don Ciotti, dell'antropologo Vito Tieti e dello scrittore Carlo Lucarelli, il volume ha chiamato a raccolta sessanta musicisti. Tutti hanno dato il loro contributo letterario, diciotto anche quello musicale. Nel primo caso, l'inchiostro ha lasciato sulla carta aforismi, versi di canzoni, considerazioni, riflessioni, racconti, slogan secchi. I titoli sono eloquenti, fra questi: Ribellatevi (Eugenio Finardi), Fight da Faida... ancora (Frankie hi nrg), Noi sosteniamo! (Marta sui tubi). Flotta, in Versi contro, raduna alcune strofe di brani di sua composizione come Mai mai mai «Mi rialzo e sputo sulle ferite/Tu baci l'anello di mille padrini/Tu tessi le lodi di loro io l'odio/ Licenziati perché non vi credo/ Mai mai mai...». Rosa Martirano premette alle strofe di Ccà nun si po sunnari «... nasce dal mio dolore di calabrese orgogliosa della bellezza della mia terra, nel rendermi conto che i responsabili di grandi ferite inflitte alla Calabria e al suo splendido mare siano calabresi. Canto di un amore ferito». I brani dei cd allegato sono stati scelti tra quelli dei vincitori del COntest, una delle sezioni del Mei, tra il 2010 e il 2012, accanto a pezzi che trattano temi legati alle mafie e spronano a non smettere la lotta. Non c'è, volutamente, omogeneità dí generi e di stili, proprio per sottolineare che l'impegno, e dunque la speranza, che un giorno le mafie possano appartenere soltanto al passato, nasce dai contributi più diversi. Nella playlist troviamo allora Io e te di Lucariello, Suburb di Vito Ranucci. Strepitosi i dieci minuti di Terra in bocca de I giganti, tratto da un loro album del 1971, live registrato durante la cerimonia di consegna del Premio Borsellino 2011. Emozioni a ritmi serrati regala I cento passi dei Modena City Ramblers, dedicata a Peppino Impastato; mentre lo spartito come sempre liquido dei Marlene Kuntz mette sul pentagramma E lui cantava. Ogni piccola o grande iniziativa aiuta una lotta che ha bisogno del contributo di tutti. Alle mafie si può dire di no anche entrando in libreria.

DI LUCIANO DEL SETTE