La legge e il nulla, la riflessione di Vittorio Possenti sul nichilismo giuridico (monismo giuridico)

di Redazione, del 03 aprile 2012

“Nichilismo giuridico. L’ultima parola?”, una quanto mai attuale riflessione di Vittorio Possenti
Il volume esamina il fenomeno del nichilismo giuridico secondo cui non esiste alcunché che sia giusto ingiusto in sé, ma giusto e ingiusto prendono valore solo dopo la statuizione imperativa di una qualsiasi volontà dotata di potere adeguato (Nietzsche).Questo nichilismo ha tragicamente percorso il ‘900 nella veste teorica del positivismo giuridico radicale (Kelsen) e nelle forme sanguinose dei totalitarismi, e tenta di prolungarsi nel nuovo secolo, corrompendo la natura del Diritto e facendone un derivato della Tecnica. Secondo l’autore per fuoriuscire da tale esito occorre ripartire domandando che cosa sia diritto e se esista qualcosa che non può mai diventare tale, anche se votato da maggioranze parlamentari. Occorre riscoprire il nesso originario tra persona e diritto nella forma di un giuspersonalismo adeguato, la differenza tra diritto e legge e l’anteriorità del primo, allontanandosi dal monismo giuridico moderno e dalle sue forzature, tra cui il formalismo puro, per vagliare le aperture del neocostituzionalismo. Ciò allo scopo di riconquistare una più vigile coscienza del perenne fenomeno del diritto.