“La casta invisibile delle Regioni” e le spese pazze alla Pisana (Nuovo PaeseSera.it)

del 18 Settembre 2012

Da Nuovo PaeseSera.it – 14 settembre 2012
Dal tritatutto che in queste ore sta risucchiando il Pdl laziale spunta tra gli scaffali un libro fresco di stampa che promette di far discutere: “La casta invisibile delle Regioni” di Pierfrancesco De Robertis

Dal tritatutto che in queste ore sta risucchiando il Pdl laziale minando la stabilità del consiglio regionale, con un’indagine per peculato avviata dalla Procura di Poma nei confronti dell’ex tesoriere Franco Fiorito, spunta tra gli scaffali un libro fresco di stampa che promette di far discutere. Il volume si intitola La Casta invisibile delle Regioni (Rubbettino), l’autore è il giornalista Pierfrancesco De Robertis, responsabile della redazione romana di QN, e tra le sue 252 pagine dedica un intero capitolo al “superconsiglio laziale”.

De Robertis, il suo libro è uscito proprio nel momento opportuno

Il consiglio regionale del Lazio è storicamente uno dei più cari del nostro Paese. Ciò che sta accadendo, pertanto, non sorprende, considerato che questo consiglio, tra quelli delle regioni di dimensioni simili al Lazio, è certamente quello in cui si spende di più. Basti pensare che nel 2010 c’è stato un bilancio consuntivo di 102 milioni di euro, praticamente quanto fatturano insieme Emilia Romagna, Toscana e Liguria. I dati sui costi eccessivi sono tantissimi, è tra questi ci sono questi 8,5 milioni che nel 2010 sono andati al funzionamento dei gruppi che rappresentano obiettivamente una cifra enorme. I consigli regionali di tutta Italia ci costano un miliardo di euro l’anno, e solo quelli del Lazio oltre cento milioni.

Tra le spese folli, l’occhio cade sul milione e mezzo di euro fatturato nel 2010 dal presidente Mario Abruzzese per spese di rappresentanza.

Le spese di rappresentanza del presidente Abruzzese sono altissime, soprattutto se si pensa che in Lombardia nello stesso anno sono ammontate a 180mila euro, quindi dieci volte meno che nel Lazio.

L’ufficio di presidenza nel 2012 arriverà a costare 169mila euro in Emilia Romagna, 107mila in Campania e 56mila in Veneto. Insomma, bisogna impegnarsi per spendere quanto Abruzzese.

E poi ci sono le spese per gli organismi che collaborano con la Ragione, le consulenze esterne, i fondi per il mantenimento della sede, gli stanziamenti per commissione, i comitati, i rimborsi e i gettoni di presenza. C’è tutto un mondo che ruota attorno al consiglio regionale del Lazio, con costi altissimi perché si parla di 200-300mila euro a testa per organismi di cui si fa fatica a capire la funzione e l’utilità. La verità è che questi organismi servono a far ruotare un sistema di poltrone che alimenta questa casta apparentemente “invisibile”, ma che di fatto detta legge nel sottobosco delle istituzioni e si rivela voracissima.

Come andrà a finire il “caso Fiorito” e come crede che si risolverà il caos scoppiato all’interno del Pdl laziale tra ex An ed ex Forza Italia?

Non entro nel merito delle indagini in corso. Però è evidente che quello che sta accadendo nel Lazio è una fotocopia di ciò che si sta verificando nel Pdl a livello nazionale. Finché c’è stato il potere a livello nazionale i problemi interni sono stati superati anche nel Lazio, perché il potere, fin quando c’è, è un olio che lubrifica tutto.

E della Polverini che minaccia di lasciare la presidenza se il partito non azzererà le cariche alla Pisana, che dice?
La Polverini è stata eletta sul filo del rasoio riconquistando una Regione che era in mano al centrosinistra.

Alla fine, pur di tenersi stretto questo risultato, in qualche modo salverà la situazione. In questi giorni si parla di espulsioni e i provvedimenti interni al partito, ma lei non rischia affatto.

 

Di Rocco Bellantone

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