«Il Sud va abbandonato a se stesso» (Il Quotidiano del Sud)

di Rosanna Bergamo, del 06 agosto 2015

Da Il Quotidiano del Sud 6 Agosto

MASSIMILIANO Capalbo, imprenditore eretico e deus ex machina di Orme nel Parco, il parco avventura più grande del Meridione, ha recentemente presentato la sua ultima fatica letteraria "La Terra dei Recinti", edita da Rubbettino.
Con l'occasione ha esternato alcune considerazioni, a tratti molto pesanti e recentemente sottolineate anche dallo scrittore Roberto Saviano, rispetto alla nuova ma sempre antica condizione del Meridione ed all'approccio nei suoi confronti del governo presieduto da Matteo Renzi ma anche dei suoi predecessori.
«Se il governo dice che è preoccupato per il Sud - ha commentato non senza una punta di sarcasmo - allora il Sud dovrebbe preoccuparsi perchè la storia ci ha tristemente insegnato che ogni volta che un governo ha mostrato apprensione per il Meridione, anzichè diminuirli, ne ha accentuato i problemi, determinando inquinamento, criminalità e devastazione. Tutto questo per un unico motivo: non si può costringere il Sud ad essere quello che non è».
Capalbo ha sotto posto sotto la lente di ingrandimento aspetti molto ovvi della vicenda, ma per questo spesso snobbati o poco considerati; lui, artefice dell'utopia di realizzare un parco avventura in un bosco inospitale, vincitore di una scommessa a dir poco azzardata sulla quale nessuno avrebbe mai scommesso, si è chiesto ed ha chiesto sarcastico ed al contempo preoccupato, chi stabilisce quali siano i parametri secondo i quali un territorio è ricco oppure povero.
«Se realizzare impianti come l'Italsider di Bagnoli o la Pertusola di Crotone significa dare vita ad una desertificazione industriale, bene, che ben venga la desertificazione industriale. Se crescere implica produrre un numero abnorme di rifiuti che stanno soffocando ed inquinando i nostri territori penso sia il caso di rallentarla questa crescita».
Secondo Capalbo, meridionalista convinto, è giunta l'ora di porre fine ad una politica volta a colpevolizzare i meridionali perchè non omologati ad un clichè che prevede un appiattimento nelle scelte da operare per il benessere del territorio.
L'imprenditore eretico si è detto convinto che, paradossalmente «l'unico modo per aiutare il Meridione, è quello di abbandonarlo a se stesso, lasciandolo libero di autodeterminarsi, perchè ha tutte le potenzialità e le risorse per farlo».
Il Sud, a detta di Capalbo, deve pretendere un'altra possibilità, ma questa volta non votata all'assistenzialismo; mettendo da parte vittimismi, complessi di inferiorità e diffidenza atavici, potrebbe risalire finalmente una china difficile ma non impossibile.
Un uomo, Massimiliano Capalbo, per sua stessa definizione, eretico, che ha creduto con tutto stesso in un progetto da molti ritenuto folle, che ha investito in Calabria, ha creduto fosse possibile realizzare qualcosa di buono nella Calabria sana e crede ancora, ostinatamente, in una rinascita di un territorio da secoli sfruttato e sottovalutato.


Di Rosanna Bergamo

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