Francesco Delzio: "Chiudiamo i negozi che non emettono lo scontrino" ()

di Redazione, del 03 agosto 2012

È partita la campagna antievasione d’agosto della Guardia di Finanza dedicata principalmente a scovare i “furbetti” che si nascondono tra operatori commerciali e turistici e, già dai primi dati, emerge una situazione di malcostume piuttosto diffusa: il 38% degli scontrini fiscali è irregolare e non corrispondente al valore degli acquisti. Ma i dati ancora più preoccupanti riguardano coloro che lo scontrino non sanno proprio cosa sia e qui quello che colpisce è certamente la diffusione del fenomeno in tutte le regioni. Se gli italiani sono un popolo di evasori, allora il buon d’Azeglio può mettersi finalmente l’anima in pace, fatta l’Italia abbiamo fatto pure gli italiani. Si scopre così che a Napoli, dai controlli effettuati dalla GdF, negli ultimi mesi l’82% degli esercenti non ha rilasciato lo scontrino, nulla di nuovo? Beh, non proprio: Napoli è solo seconda nella classifica superata da due punti percentuali da Parma, Como è al 50%, Catanzaro al 48%, Vicenza al 45% e così via... (Dati diffusi da Repubblica).
Che fare? Sorprendersi o indignarsi non basta. Ci vogliono misure concrete che obblighino tutti a pagare il dovuto e far sì che il carico della pressione fiscale non ricada, come al solito, sulle spalle dei lavoratori dipendenti. Abbiamo chiesto un parere a Francesco Delzìo, giovane manager italiano che, proprio su questi temi, ha di recente scritto un provocatorio pamphlet intitolato “Lotta di Tasse”, in libreria e in ebook.
Ecco cosa ci ha detto:

 

“Gli ultimi blitz della Guardia di Finanza squarciano il velo sulla clamorosa ingiustizia fiscale che divide in due gli italiani. Da una parte commercianti e lavori autonomi, spesso protagonisti di livelli-record di evasione fiscale, che sono sostanzialmente liberi di decidere se e quante tasse pagare ogni anno. Dall'altra i lavoratori dipendenti, privati e pubblici, e i pensionati, che pagando le tasse fino all'ultimo centesimo sopportano un peso fiscale diventato ormai intollerabile: pur detenendo solo il 30 per cento della ricchezza nazionale, si caricano sulle spalle quasi l'80 dell'intero gettito fiscale italiano. Questo squilibrio causa un'ingiustizia fiscale tra i due mondi del lavoro italiano che sta diventando assolutamente intollerabile e che dovrebbe essere affrontata con grande urgenza dal Governo. Sono necessari provvedimenti coraggiosi e innovativi contro l'evasione nel mondo del lavoro autonomo, come la sospensione dei servizi pubblici (salvo la sanità) per i contribuenti che evadono in modo continuo e rilevante, o come la chiusura degli esercizi commerciali e delle attività professionali che diano vita a reiterate e accertate violazioni degli obblighi fiscali".