Alessandra Caputi

In nome del paesaggio

Una battaglia legale della famiglia Croce contro la speculazione edilizia (1957-1967)

Prefazione di Vezio De Lucia

Cartaceo
15,20 16,00

Nel 1967 Adele Rossi, vedova di Benedetto Croce, e le sue figlie – Elena, Alda, Lidia e Silvia – vinsero una clamorosa battaglia legale durata dieci anni. E, su ordine del ministro dei Lavori

Nel 1967 Adele Rossi, vedova di Benedetto Croce, e le sue figlie – Elena, Alda, Lidia e Silvia – vinsero una clamorosa battaglia legale durata dieci anni. E, su ordine del ministro dei Lavori pubblici Giacomo Mancini, fu demolito il muro di cemento che oscurava il golfo davanti a villa Ruffo, in una delle zone più belle di Napoli. Erano gli ultimi due piani di un palazzo, alto trenta metri, che aveva sfigurato il paesaggio. La causa contro l’abuso edilizio del potente banchiere Quinto Quintieri, iniziata al tempo del sacco di Napoli, aveva poche speranze di successo. Condotta da cinque donne e osteggiata da una campagna di stampa dai toni maschilisti, suscitò un acceso dibattito pubblico e coinvolse il mondo politico fino a raggiungere il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Questa è la storia di una sfida che segnò uno spartiacque nella lotta contro la speculazione edilizia e in difesa del paesaggio.

Indice

Prefazione di Vezio De Lucia
1. Il pomo della discordia
2. Il contesto storico-urbanistico
3. L’inizio della controversia giudiziaria
4. Le vittorie di Adele Croce
5. L’ora della demolizione
Cronologia dei processi e dei principali provvedimenti amministrativi
Fonti d’archivio consultate
Ringraziamenti
Indice dei nomi

Eventi

Condividi