Antonio Staglianò

Credo negli esseri umani

La buona novella pop

Cartaceo
10,00

«Se un prete criticasse i giovani di oggi per certa vuotaggine serpeggiante, e spesso anche troppo evidente, nessuno lo ascolterebbe e, anzi, gli si darebbe addosso criticandolo. Invece, se il “vuoto a perdere” lo

«Se un prete criticasse i giovani di oggi per certa vuotaggine serpeggiante, e spesso anche troppo evidente, nessuno lo ascolterebbe e, anzi, gli si darebbe addosso criticandolo. Invece, se il “vuoto a perdere” lo denuncia la cantante Noemi, o se Mengoni denuncia la “non autenticità” con cui ci si dichiara l’amore tra persone, allora le cose potrebbero andare diversamente. Anche questo accade, ed è un fatto. Io l’ho sperimentato in diversi anni di predicazione. La citazione verbale di questi testi, conosciuti dai ragazzi, li rimette subito in “connessione”. Il problema fondamentale credo possa essere il seguente: questi testi hanno dignità letteraria o no? Possono essere messi alla stessa stregua della letteratura dei grandi? Le tragedie greche, oggi considerate unanimemente opere straordinarie di letteratura, erano alla fin fine “telenovelas pop” dell’epoca. E allora? nella musica pop non si può trovare sapienza umana? E quando predichiamo il Vangelo, non ci interessiamo all’umano dell’uomo? In verità, i testi delle “canzonette”, nella misura in cui intercettano dimensioni dell’umano dell’uomo, appartengono di diritto al Vangelo e alla sua predicazione».

Rassegna

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collana: Zona Franca , 2016 ,pp 118
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isbn: 9788849846911