L’impresa più grande
Storia della bonificazione pontina (1791-1944)
Cartaceo
€26,60 €28,00
Non è l’ennesima storia della bonifica fascista delle terre pontine e delle sue «città nuove». Questo volume racconta invece la vicenda, più antica e quasi sconosciuta nei suoi sviluppi, della bonificazione delle vere e
Non è l’ennesima storia della bonifica fascista delle terre pontine e delle sue «città nuove». Questo volume racconta invece la vicenda, più antica e quasi sconosciuta nei suoi sviluppi, della bonificazione delle vere e proprie Paludi Pontine: il territorio che da Tor Tre Ponti a Terracina si estendeva su entrambi i lati della via Appia, dalle pendici della cinta collinare dei Lepini-Aurunci fino alla sponda sinistra del fiume Sisto. Nel 1777 esso venne a formare il comprensorio della bonificazione, distinto in una zona esterna e in un circondario interno, di 19 mila ettari, che da solo ne occupava i due terzi. Acquisito dalla Camera Apostolica al proprio dominio diretto, il circondario fu suddiviso, nell’ultimo decennio del Settecento, in corpi fondiari, concessi in enfiteusi da Pio VI a poche decine di possessori. Nel 1861, dopo decenni di discussioni, essi furono chiamati dal Governo pontificio a costituirsi in Consorzio per sostenere le spese di manutenzione delle opere di bonifica. Lo fecero poco e male: presieduto per decenni dai Ferraioli, poi dal principe Felice Borghese, il Consorzio rimase controllato da pochi latifondisti (gli Antonelli, i Boffi, i Montani, i Pietrosanti, i Rappini e gli Zannelli) e dominato, tra la fine del secolo e i due decenni successivi, da Michelangelo Di Stefano. Nel 1927, a causa della sua inerzia e dei contrasti interni, l’ente fu commissariato per avviare finalmente le necessarie opere di bonifica. Retto dapprima da Pierluigi Serra e poi, a partire dal 1928, da Natale Prampolini, il Consorzio realizzò in pochi anni una grandiosa impresa di trasformazione del territorio, impiegando migliaia e migliaia di operai. Il volume, che si avvale di un ampio e accurato apparato di fonti, documenta con precisione le vicende interne al Consorzio e le opere di bonifica compiute, inserendole nel quadro della «questione della terra» e nel contesto politico e sociale della regione pontina negli anni decisivi che precedettero l’avvento del fascismo.
Qui il link ai contenuti extra:
https://www.store.rubbettinoeditore.it/limpresa-piu-grande-agostino-attanasio/
Indice
Fonti archivistiche e bibliografiche citate in forma abbreviata
Prefazione
Prologo. Un ministro in palude
Parte prima. Settant’anni: una bonifica «quasi» compiuta
Il comprensorio della bonificazione e le Paludi Pontine
Il comprensorio della bonificazione – Le Paludi Pontine
Enfiteuti pontini, bonifica e società locale
Gli enfiteuti pontini – Bonifica e società locale
Una lunga attesa
Nel primo trentennio dell’Ottocento – Una bonifica «quasi» compiuta – La commissione «artistica» del 1844 – Le iniziative dei ministri Milesi e Amici
Parte seconda. Il Consorzio dei possidenti
La nascita e l’organizzazione del Consorzio
La nascita del Consorzio – Un gentlemen’s agreement? – La legislazione italiana e il nuovo statuto del Consorzio – La struttura consortile
I primi anni di vita del Consorzio pontino
La controversia con il governo – Dalla parte dei possidenti pontini – Contro il Consorzio
Da un secolo all’altro
Da Alessandro Ferraioli al principe Borghese – Il Diversivo di Linea e l’ampliamento del Sisto – La tenuta di Foro Appio dei marchesi Ferraioli – Il principe Borghese a Fossanova
Tempi nuovi
La nuova legislazione sulle bonifiche – Il capitano prussiano, il Pontinische Syndikat e il progetto Intze – La bonifica del capitano von Donat – Il Pontinisches Syndacat e il progetto Intze – Il progetto della commissione Sinibaldi-Rebecchini-Remiddi – Quale progetto? Il parere di Barra Caracciolo e la decisione del Consorzio – Lo scritto di Romolo Remiddi – I voti del Consiglio superiore dei lavori pubblici e i progetti Barra Caracciolo e Genio civile – Il primo voto del Consiglio superiore dei lavori pubblici – Il progetto di Barra Caracciolo – Il progetto del Genio civile – Il secondo voto del Consiglio superiore dei lavori pubblici – Lo statuto del 1907 – 1902-1903 – 1905 – 1906 – Ultimi passaggi
Anni d’inerzia
Schermaglie – La crisi del 1909 – Inutili provvidenze e pressioni politiche – La commissione Serra
Il commissariamento del Consorzio
Parte terza. L’impresa più grande
Guerra e dopoguerra: un’altra storia
Un bilancio di uomini – La questione della terra: usi civici, terre collettive e università agrarie – Movimento contadino e proteste popolari – «La palude rossa»
Il Consorzio di Piscinara, la Società Bonifiche Pontine e Gino Clerici
I nuovi attori della bonifica e la parabola di Gino Clerici – Da Clerici a Cencelli (passando per Mussolini, Prampolini e Gelasio Caetani)
Pier Luigi Serra, primo commissario straordinario del Consorzio
Diciotto anni in diciotto mesi – Il nuovo statuto consortile – La bonifica, finalmente! – La tassa pontina e l’opposizione al commissario – Crisi di fiducia
Un nuovo inizio nell’Agro Pontino
L’Agro Pontino di Natale Prampolini – Prampolini e i proprietari pontini – Le opere complementari di bonifica al 1930
La grande impresa
Lo sguardo di Eugenio Azimonti – Il ruolo dell’Opera nazionale combattenti – Nuovi progetti e nuove opere complementari di bonifica – Il sistema viario, il bacino della Sega, Caporosso e l’Ufente – A destra dell’Appia, verso Pontinia – A sinistra dell’Appia – Il grande impianto di Mazzocchio, a sinistra dell’Appia – I bacini minori – La Valle di Terracina e il tombinamento del canale di Navigazione – Lavoro e lavoratori nell’Agro Pontino
«… un certo rallentamento…», poi l’8 settembre
La svolta del 1935 – Ultimi accertamenti
Appendici
Enfiteuti pontini (1791-1855)
Lista degli elettori del 1916
Proprietà fondiarie al 1932
Opere complementari di bonifica: concessione dei lotti
Fonti iconografiche
Indice dei nomi





