Giusi Furnari Luvarà

La logica del preferibile

Chaim Perelman e la "nuova retorica"

Cartaceo
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è possibile ragionare sui valori? Esistono metodi razionalmente accettabili che consentano di preferire il bene al male, la giustizia all’ingiustizia, la democrazia allA di$tatura? A partire da tali interrogativi, accogliendo la conflittualità quale luogo

è possibile ragionare sui valori? Esistono metodi razionalmente accettabili che consentano di preferire il bene al male, la giustizia all’ingiustizia, la democrazia allA di$tatura? A partire da tali interrogativi, accogliendo la conflittualità quale luogo in cui la libertà si esprime come presenza pluralistica di valori, Perelman lega l’ordine dell’agire alla dimensione discorsiva della persuasione. Le forme dell’argomentazione retorica raccolgono, quindi, i luoghi discorsivi dell’agire politico, ma più a fondo portano con sé un significato esistenziale che si dà come scelta etica, scelta di un ordine di preferibilità dei valori che impone la tolleranza e il rispetto assoluto dell’alterità.