Dino Cofrancesco

La democrazia liberale (e le altre)

Cartaceo
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Dopo la caduta del muro di Berlino la cultura italianaʻtranne poche eccezioniʻsi è riscoperta tutta liberale così come negli anni ’60 si definiva tutta socialista. Per molti nostalgici della comunità, è stata la prova

Dopo la caduta del muro di Berlino la cultura italianaʻtranne poche eccezioniʻsi è riscoperta tutta liberale così come negli anni ’60 si definiva tutta socialista. Per molti nostalgici della comunità, è stata la prova del trionfo del pensiero unico, se non del ritrovato accordo tra tutti i membri della grande famiglia illuministica e soprattutto tra quelli che l’89 e il ’93 sembrava aver irreparabilmente diviso.In realtà, l’unanimismo è solo apparente. è vero, oggi, almeno in Occidente, la democrazia liberale sembra non aver più avversari presentabili e, tuttavia, essa rimane una forma di governo (e un’ideologia) fragile e problematica. Negli ultimi tempi, il linguaggio politico della sinistra sembra riguardare la democrazia quasi come un’ancella del liberalismo, sì da definire democratico ma non liberale qualsiasi leader populista capace di ottenere consenso di massa per attuare politiche vantaggiose per i soliti padroni del vapore e per se stesso. Contro quest’uso improprio dei termini, il saggio intende ristabilire il senso storico e concettuale di democrazia e liberalismo sia per contribuire a un dibattito più sereno e pacato tra gli interessi e i valori in conflitto, sia per tenere distinte due modalità della politica iscritte, entrambe, nell’umano e degne, pertanto, di essere preservate dall’incuria e dall’oblio. Anche per chi abbia scelto, e certo non per inseguire la moda del momento, il campo liberale.
Premio filosofico Castiglioncello 2004
4° classificato
Castiglioncello (LI)

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