Ettore Jorio

Il Sud non aspettava il castello

La dignità di una terra che ha imparato a camminare

Prefazione di Antonio Uricchio. Postfazione di Gioacchino Criaco

Cartaceo
13,30 14,00

Il Sud è stato raccontato a lungo come un problema. Un ritardo da colmare, una distanza da ridurre, una periferia da integrare. Questo libro sceglie un’altra strada. Attraverso la metafora universale di Cenerentola, Il

Il Sud è stato raccontato a lungo come un problema. Un ritardo da colmare, una distanza da ridurre, una periferia da integrare. Questo libro sceglie un’altra strada. Attraverso la metafora universale di Cenerentola, Il Sud non aspettava il castello racconta il Mezzogiorno come una storia di dignità, non di mancanza. Una storia fatta di partenze e ritorni, di lavoro invisibile, di relazioni che resistono al tempo e alla distanza. Dall’Unità d’Italia alle grandi migrazioni, fino alle nuove generazioni che oggi lasciano la propria terra, il racconto si muove tra memoria e presente, evitando sia la retorica del lamento sia quella dell’idealizzazione. Ne emerge un Sud diverso da quello abituale: non vittima, ma soggetto. Non attesa, ma capacità. Non margine, ma presenza. Questa non è una fiaba consolatoria. È una fiaba civile. E, come tutte le fiabe autentiche, non serve a fuggire dalla realtà. Serve a vederla meglio.

Indice

Prefazione
di Antonio Uricchio
Scheda cartografica
Introduzione
Prologo
La ragazza seduta sul gradino
1. La casa dove tutto è iniziato
2. La matrigna
3. Le sorellastre eleganti 2910. Mezzanotte
4. La cenere
5. L’invito al ballo
6. La fata madrina
7. La carrozza verso il mondo
8. La valigia
9. Il ballo lontano
11. La scarpetta
12. Il ritorno impossibile
13. Il principe distratto
14. Il Sud non era in ritardo
15. Cenerentola non voleva il castello
16. La stanza delle partenze
17. I paesi che aspettano
18. La stanza dei ritorni
19. La casa finalmente intera
20. La stanza delle voci
21. La ragazza e i giovani di oggi
22. Principessa del mondo
23. Le porte della casa
Epilogo
La ragazza non è più sola
Una diretta ai giovani
Nota del narratore
Postfazione
di Gioacchino Criaco

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