Carmine Pinto

Il riformismo possibile

La grande stagione delle riforme: utopie, speranze, realtà (1945-1964)

Cartaceo
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I venticinque anni tra il dopoguerra e gli anni Sessanta trasformarono per sempre il volto dell’Italia e dell’Europa occidentale. La sinistra europea modificò la propria identità politica ed ideologica nel confronto con l’Età dell’oro

I venticinque anni tra il dopoguerra e gli anni Sessanta trasformarono per sempre il volto dell’Italia e dell’Europa occidentale. La sinistra europea modificò la propria identità politica ed ideologica nel confronto con l’Età dell’oro dello sviluppo industriale e con i grandi cambiamenti sociali che ne furono conseguenza. Anche in Italia una parte della sinistra cercò di realizzare in almeno due occasioni, tra il ’45 e il ’64, un disegno riformista capace di renderla protagonista del governo del paese. Il Riformismo possibile esamina questa storia, per capire se e come si formò una cultura di governo in una parte della sinistra italiana, utilizzando una vasta documentazione archivistica. La ricerca lascia sullo sfondo gli aspetti organizzativi, analizzando invece la relazione tra i partiti e il capitalismo italiano, pubblico e privato, con le sue principali istituzioni dalla Banca d’Italia all’ENI. Politiche come la Programmazione o le Nazionalizzazioni sono il filo conduttore di questa storia il cui retroterra politico, per i socialisti e i loro alleati, era nel tentativo di rovesciare, a proprio vantaggio, i rapporti di forza nel sistema politico e nella sinistra italiana. Il fallimento del tentativo riformatore di quella stagione, ripetuto in termini e contenuti diversi, ma con obiettivi simili, negli anni Ottanta, fu tra le motivazioni del crollo della Repubblica dei partiti e della formazione di partiti e modelli politici ancora assolutamente originali rispetto al resto dell’Europa occidentale.