Alessandro Campi, Leonardo Varasano

Congiure e complotti

Da Machiavelli a Beppe Grillo

Cartaceo
15,20 16,00

Si parla di teorie del complotto. Bisognerebbe invece parlare di immaginario complottista. Vecchio di secoli, capace di aggiornarsi in continuazione, esso si alimenta di alcuni temi o motivi ricorrenti: le tenebre che avvolgono l’operato

Si parla di teorie del complotto. Bisognerebbe invece parlare di immaginario complottista. Vecchio di secoli, capace di aggiornarsi in continuazione, esso si alimenta di alcuni temi o motivi ricorrenti: le tenebre che avvolgono l’operato di sette o società segrete intenzionate ad imporre il loro dominio sul mondo; il gusto per l’orrido, il ripugnante e l’occulto che si ritrova in ogni cultura popolare; il senso di angoscia che colpisce gli uomini dinnanzi ai cambiamenti storici troppo bruschi e il loro bisogno di un capro espiatorio al quale addossare le colpe; l’ossessione del nemico che pervade le società nel momento in cui esse entrano in crisi o in fibrillazione. Dietro la denuncia delle cospirazioni – un tempo tipica dei regimi totalitari, oggi divenuta una pratica corrente anche in quelli democratici – c’è sempre un clima psicologico di sospetto e paura che spinge alcuni uomini a ridurre la complessità del mondo reale ad una causa elementare e onnipotente.
Ma il fatto che i complotti siano quasi sempre costrutti fantastici e immaginari, che non a caso nascono come reazione a eventi storici traumatici, non impedisce che nella storia la lotta per il potere – come Machiavelli più di altri ha spiegato nelle sue opere – sia stata spesso condotta ricorrendo a trame segrete, colpi di mano violenti e macchinazioni. Si tratta allora di distinguere, sul piano storico e analitico, tra congiura e complotto. E di mostrare come solo la prima, per quanto esecrabile come pratica, abbia una consistenza storica reale, dal punto di vista degli esecutori e degli obiettivi perseguiti. Ma si tratta altresì di spiegare come e per quali ragioni storiche si sia prodotto questo slittamento – non solo semantico, ma concettuale e politico-culturale – dalla congiura classicamente intesa alla mentalità paranoica tipica del complottismo oggi dominante (come mostra, tra gli altri, il caso esemplare dell’Italia).

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