Aquila Villella

Sull’importanza dell’inadempimento nella clausola risolutiva espressa

Cartaceo
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La tendenza, sempre più diffusa, ad eludere il ricorso alla risoluzione giudiziale a tutto favore di strumenti stragiudiziali affidati all’autonomia delle parti, sebbene risponda all’esigenza di realizzare agevolmente lo scioglimento del rapporto, espone al

La tendenza, sempre più diffusa, ad eludere il ricorso alla risoluzione giudiziale a tutto favore di strumenti stragiudiziali affidati all’autonomia delle parti, sebbene risponda all’esigenza di realizzare agevolmente lo scioglimento del rapporto, espone al rischio che inadempimenti di scarsa importanza possano legittimare condotte pretestuose al solo fine di rimeditare le ragioni dell’affare. Così nella clausola risolutiva espressa, là dove la sottrazione al sindacato del giudice di ogni indagine sulla gravità dell’inadempimento è capace, specie in presenza di posizioni di squilibrio, di sacrificare interessi meritevoli di tutela. Tale ragione ha motivato il tentativo di verificare se il criterio della non scarsa importanza possa essere utilizzato al fine di valutare il contenuto della previsione pattizia ed impedire contegni abusivi.
L’adozione di un procedimento ermeneutico teso a valutare le peculiarità oggettive e soggettive delle singole fattispecie consente di ridurre le distanze tra le diverse tipologie rimediali recuperando allo strumento risolutorio, unitariamente considerato, la capacità di garantire
l’adeguatezza e la proporzionalità delle soluzioni rispetto agli interessi perseguiti.

collana: Università, bic: LA, 2013, pp 118
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isbn: 9788849840247