Hans Kelsen

Opere 2/1911

a cura di Agostino Carrino

Cartaceo
41,80 44,00

Questo secondo volume delle Opere raccoglie il libro per più aspetti ‘germinale’ del pensiero giuridico di Hans Kelsen: Problemi fondamentali della dottrina del diritto statuale (1911). In esso si ritrovano già le tesi che

Questo secondo volume delle Opere raccoglie il libro per più aspetti ‘germinale’ del pensiero giuridico di Hans Kelsen: Problemi fondamentali della dottrina del diritto statuale (1911). In esso si ritrovano già le tesi che saranno poi riformulate in maniera sistematica nei lavori successivi, ma, soprattutto, senza la conoscenza di questo studio, al tempo stesso critico della dottrina del diritto statuale tra Otto e Novecento e informato alle scelte metodologiche ed anche politiche dell’Autore, tutto il pensiero del fondatore della “reine Rechtslehre” resterebbe privo dei suoi fondamenti storico-spirituali, criticamente nutriti dall’esperienza culturale del “laboratorio viennese” dei primi del secolo.

Indice

Su questa edizione 

Agostino Carrino
Introduzione

Hans Kelsen
Problemi fondamentali della dottrina del diritto statuale esposti a partire dalla dottrina della proposizione giuridica

Prefazione

Libro primo
Ricerche preliminari

1. Legge naturale e norma
L’uso linguistico del termine “legge”. – Legge naturale e norma. – L’origine del concetto di legge. – Normativo ed esplicativo. – Il carattere normativo della scienza giuridica nel senso del moderno positivismo – L’opposizione tra legge naturale e norma riportata all’opposizione tra essere e dovere. – L’essenza del dovere. – Relazioni reciproche tra essere e dovere. – La inderivabilità logico-formale del dovere dall’essere. – Le relazioni psicologico-materiali tra il contenuto del dovere e quello dell’essere. – La “forza normativa del fattuale” ovvero la genesi del dovere dall’essere. – La cancellazione del dovere da parte dell’essere. – Dovere e volere. – Il carattere oggettivo del dovere giuridico. – L’àmbito di validità della legge naturale e della norma. – La “validità” della legge naturale e della norma. – La “validità” e la “efficacia” della norma. – La “applicazione” della norma. – La natura dell’approvazione e disapprovazione o la “valutazione” soggettiva. – Il rapporto tra applicazione della norma e valutazione soggettiva nella legislazione autonoma e in quella eteronoma. – Conoscenza e riconoscimento della norma. – Identità di conoscenza e riconoscimento della norma nella legislazione autonoma Indebolimento della opposizione di essere e dovere, legge naturale e norma per l’àmbito della legislazione autonoma. – Risultato della considerazione sociologica rivolta al contenuto e alla genesi: contenuto del dover essere qualificato. – Il dovere come impulso soggettivo nell’individuo. –  L’oggettivizzazione della norma soggettiva. – Il momento della coazione psichica insito nella norma in questo senso. – Il rapporto tra legge naturale e norma per la considerazione sociologicopsicologica. – Le norme come “forme particolari della realizzazione di leggi naturali”. – L’opposizione alla formulazione di Kant e di Fichte della legge etica ovvero: contro l’indipendenza del dovere dall’essere. – La formulazione di Schleiermacher
Il rapporto tra legge naturale e norma con la contrarietà alla legge, specificamente alla norma. – Legge naturale nel senso esatto e nel senso di una regola con eccezioni. – La mancanza di eccezioni della norma. – L’inosservanza di una norma negazione della sua “efficacia”, non eccezione alla sua “validità”. – La contrarietà alla norma eccezione alla regola che constata la “efficacia” della norma. – Distinzione di questa regola dalla norma. – La legge etica come regola di dietetica morale. – Lo scopo della norma e della legge di natura. – Le forme possibili in cui la norma persegue il suo scopo. – La legge etica come oggetto della sociologia. – Etica normativa e etica esplicativa. – Possibilità dei due metodi. – Difficoltà e dubbio valore di una separazione netta dei due metodi per gli àmbiti di legislazione autonoma

2. Legge etica e norma giuridica
Possibilità e necessità di un metodo puramente normativo per la considerazione giuridica. – La natura eteronoma del diritto. – Similitudine tra diritto e morale nel periodo della formazione consuetudinaria del diritto. – Opposizione di principio tra diritto e morale. – L’applicabilità della norma giuridica: diritto e tribunale. – La “regola convenzionale” di Stammler. – La rimozione della formazione consuetudinaria di diritto da parte della legislazione. – Importanza per la conoscenza della natura eteronoma del diritto e il metodo della giurisprudenza. – La natura apparentemente autonoma del diritto
consuetudinario. – Lo Stato come autorità extraindividuale titolare del diritto. – Rifiuto dell’auto-obbligazione caratteristica della morale autonoma per il campo del diritto eteronomo. – L’indipendenza del dovere giuridico oggettivo dalla volontà soggettiva nel contrasto con l’identità di norma e obbligo nel campo della morale. – Conseguenza per il metodo. – Necessaria unilateralità della considerazione giuridico-normativa, formale. – La norma giuridica mai regola dell’accadere effettivo. – Rifiuto del metodo genetico-psicologico per la giurisprudenza. – Rapporto tra norma oggettiva e volere soggettivo
corrispondente alla norma nel diritto contrariamente alla morale. – Conoscenza della norma giuridica eteronoma non necessariamente suo riconoscimento. – Mancanza della coazione psichica come una qualità essenziale della norma giuridica. – Norma giuridica e legge naturale. – Il riconoscimento come fondamento di validità per la norma giuridica. – Critica preliminare della teoria del riconoscimento. – L’annullamento del dovere giuridico da parte di un essere qualificato (deroga del diritto legale da parte di una consuetudine contraria). – L’osservanza effettiva non appartiene all’essenza della norma giuridica. – Significato metodologico di questo criterio. – La proposizione giuridica non viene abrogata dalla non-osservanza, ma dalla non-applicazione. – Natura metagiuridica di questa fattispecie
Norma giuridica e antigiuridicità. – L’illecito non costituisce eccezione alla validità della norma giuridica ma alla regola che constata l’efficacia della norma giuridica: l’illecito come caso di applicazione per la proposizione giuridica. – La prevenzione generale: lo scopo sociale dell’ordinamento giuridico va còlto solo dal punto di vista esplicativo della psicologia sociale. – La funzione della proposizione giuridica viene in considerazione giuridico-formale: reazione all’illecito. – La concezione errata per la giurisprudenza del carattere normativo superiore di certe proposizioni giuridiche

3. Il rapporto tra considerazione causale, teleologica e normativa. Lo scopo nel diritto 
Lo scopo. – Il presunto contrasto tra causalità e teleologia. – La concezione di Stammler. – Sua refutazione. – Ogni rappresentazione di scopo racchiude la rappresentazione causale. – La rappresentazione di una scelta possibile. – La relazione tra causa ed effetto da un lato. – Mezzo e scopo dall’altro lato. – Scopo e principio causale, insieme subordinati al principio di ragion sufficiente, servano entrambi alla spiegazione dell’accadere. – Opposizione della considerazione causale e teleologica (esplicativa) rivolta alla spiegazione dell’essere rispetto a quella normativa rivolta al dovere. – Il rapporto tra teleologico e normativo. – Norma e scopo. – Scopo (nel senso soggettivo): ciò che è voluto, scopo (nel senso oggettivo): ciò che si opera, mai ciò che è dovuto. – Norma e valore. – Valore nel senso soggettivo funzione del volere. – Valore nel senso oggettivo funzione del dovere (rapporto con la norma). – Lo scopo della norma come risultato della sua considerazione teleologica. – Distinzione del problema dello scopo della norma dal problema del dovere statuito dalla norma. – Distinzione tra una problematica normativo-materiale ed una problematica normativo-formale. – Importanza dell’ultima per la giurisprudenza. – Identità di scopo ed effetto della norma. – La norma è oggetto di discipline esplicative dal punto di vista sia della considerazione  causale sia di quella sociologica
L’imputazione: un nesso di elementi essenzialmente diverso da quello causale e teleologico. – Gli elementi della norma: soggetto della norma e oggetto della norma. – Il loro specifico collegamento attraverso il “dovere”. – L’imputazione collegamento degli elementi sulla base della norma. – L’imputazione giuridica. – Non riposa né su un nesso causale né su un nesso teleologico. – La norma giuridica principio esclusivo dell’imputazione giuridica. – L’imputazione morale. – Imputazione e “volontà”. – L’imputazione economica. – L’imputazione al diritto e l’imputazione all’obbligo. – Personificazione tramite imputazione: la persona soggetto di imputazione
Il significato del momento dello scopo per la costruzione concettuale giuridica. – Stato della questione nella dottrina attuale. – Presa di posizione dei rappresentanti della teoria organicistica del diritto statuale e di quella anorganicista. – Contraddizioni entro i due gruppi e nei singoli autori. – In particolare lo “Scopo nel diritto” di Ihering. – Ammissibilità della formazione teleologica dei concetti per la ricerca storico-sociologica (di storia naturale). – Rifiuto di essa per la considerazione normativo-formale della scienza giuridica dogmatica. – Nesso di elementi formali e materiali nei concetti giuridici. – Possibilità e necessità della costruzione giuridica puramente formale. – La giurisprudenza “geometria del fenomeno giuridico”. – Rigetto dell’accusa di formalismo scolastico.

Libro secondo
La forma fenomenica oggettiva della proposizione giuridica

Parte prima
La volontà nel diritto

4. La volontà psicologica
Introduzione: Il diritto oggettivo come volontà dello Stato. – Il diritto come volontà di fattori extra-statali. – In particolare il diritto come volontà popolare o convinzione popolare. – Il problema del diritto consuetudinario. – La costruzione dualistica del diritto oggettivo. – Il diritto oggettivo esclusivamente come volontà dello Stato; anche il diritto consuetudinario. – La regola convenzionale di Hatschek
Il significato del concetto di volontà. – L’inutilizzabilità del concetto di volontà offerto dalla psicologia per la giurisprudenza. – Analisi psicologica dell’atto di volontà. – Lo sforzo. – La rappresentazione di uno scopo, ovvero di uno strumento per produrre piacere o evitare dispiacere. – L’impulso ai nervi motòri. – L’atto di volontà. – Contenuto della volontà sempre contenuto di una rappresentazione. – Volontà e desiderio. – La coscienza della propria attività. – Riassunto. – Il contenuto negativo della volontà. – Il risultato meramente previsto non voluto. – Offuscamento della considerazione esplicativo-psicologica con osservazioni normative. – La coscienza del dovere e del volere. – Il futuro come possibile, non come conseguenze necessariamente rappresentate.
Volontà e causalità. – Differenza tra ciò che è voluto e ciò che è causato dalla volontà. – Rifiuto del concetto causale di volontà (volontà come causa del movimento fisico). – Indipendenza del volere dal corso causale effettivo. – La volontà di omissioni. – La presunta causalità dell’omissione. – Critica della concezione di Sigwart. – Il concetto di causa nella scienza giuridica. – Confusione della considerazione esplicativa con quella normativa.

5. La volontà nel diritto privato e nel diritto penale 
L’oggetto del volere secondo l’uso linguistico giuridico e il contenuto della volontà nel senso psicologico. – La “capacità di volere” giuridica.
Il dogma civilistico della volontà. – L’opposizione a questo dogma. – Impossibilità di una interpretazione psicologica del dogma della volontà. – La teoria di Windscheid. – Il carattere fittizio della volontà nel dogma della volontà. – Vero contenuto del volere delle parti. – Il significato metodologico del  principio della mancanza di effetti di ogni reservatio mentalis. – La dottrina dell’errore. – La coercizione. – La tendenza della terminologia giuridica che porta al dogma della volontà. – Necessità di una interpretazione extra-psicologica del dogma della volontà. – Il rovesciamento della equiparazione stabilita dal dogma civilistico della volontà tra validità ed esser voluto del negozio giuridico
Il dogma penalistico della volontà: colpa e volontà. – L’opposizione ad esso. – La distinzione di Loeffler delle forme di colpa. – Concetto di colpa. – La colpa come fattispecie psichica. – Fallimento del concetto di colpa rispetto alla negligenza. – Il carattere puramente normativo, nient’affatto psicologico, della negligenza. – Impossibilità di un concetto unitario di colpa su base psicologica. – Il carattere puramente normativo del concetto di colpa in generale. – La posizione degli elementi psichici nella proposizione penalistica. – La colpa come mancanza al proprio interesse. – L’equiparazione giuridica tra colpa e volontà. – Colpa e imputazione. – Volontà e imputazione: la volontà come punto di imputazione. – Differenza di principio tra la volontà della psicologia esplicativa e la volontà dell’etica normativa e della giurisprudenza
Critica del concetto di volontà della giurisprudenza “psicologica” dominante. – Il concetto di volontà di Zitelmann. – Il miscuglio inammissibile di considerazione di essere psicologico-esplicativa e considerazione di dovere giuridico-normativa. – Il concetto di volontà di Binding. – La differenza tra metodo psicologico e metodo giuridico. – Il problema della libertà del volere. – La supposta provenienza del concetto di volontà. – Recenti correnti nella psicologia contro la legittimità di un concetto autonomo di volontà

6. La volontà dello Stato 
La volontà dello Stato come fatto psichico-reale. – La volontà collettiva della psicologia dei popoli. – Volontà dello Stato e personalità statale secondo la teoria del diritto statuale organicista. – La volontà dello Stato come volontà collettiva del popolo nel senso della psicologia sociale. – Il problema della realtà. – La volontà dello Stato come atto di volontà di certi organi. – Volontà dello Stato e persona statale secondo la teoria anorganicista del diritto statuale. – La “astrazione” della volontà statale dagli atti individuali di volontà dei singoli. – Lo scopo collettivo. – La volontà degli organi statali. – Finzione e astrazione. – La volontà statale come punto comune di imputazione per gli atti di organi. – Regola di imputazione: la proposizione giuridica. – Accenni nella letteratura più recente ad una distinzione tra volontà psichica e volontà giuridica. – L’unità del concetto di volontà e del concetto di personalità per tutti i campi del diritto

Parte seconda
La forma logica della proposizione giuridica

7. La proposizione giuridica in senso stretto (La proposizione giuridica che obbliga i sudditi)
Il contenuto possibile della volontà statale: il rapporto proprio dello Stato. – Il comportamento conforme al diritto dei sudditi come contenuto della volontà statale espressa nella proposizione giuridica secondo la concezione della teoria imperativista. – Critica della teoria imperativista dominante. – Innanzitutto dal punto di vista del concetto dominante della volontà psicologica. – Il volere un comportamento altrui non può essere contenuto di un concetto causale di volontà. – Contraddizione con il postulato della libertà del volere. – Volontà di un comportamento altrui possibile solo nel senso psicologico (di un concetto di volontà non causale). – Un tale volere attribuito allo Stato rende necessario accanto ad un volere dello Stato anche l’accettazione di una coscienza dello Stato
Analisi di una tipica costruzione della volontà statale secondo la dottrina dominante: la teoria di Br. Schmidt. – La volontà dello Stato una “fattispecie realmente esistente”. – Rapporto con la psicologia. – L’analogia tra volontà individuale e volontà statale. – Il volere un comportamento altrui in Schmidt. – Suddito e organo statale secondo la teoria imperativista
Il carattere teleologico della teoria imperativista: lo scopo sociale dell’ordinamento giuridico come contenuto della proposizione giuridica. – Confutazione della teoria imperativista proprio dal punto di vista teleologico. – Incapacità del nudo imperativo ad assolvere allo scopo dell’ordinamento giuridico, alla motivazione di un determinato comportamento. – L’imperativo forma corrispondente allo scopo per le norme della morale. – La differenza qui rilevante con le norme giuridiche. – Dal punto di vista della considerazione teleologica occorre la proposizione giuridica motivante della sanzione. – La  proposizione giuridica che obbliga i sudditi come minaccia di un danno. – La proposizione giuridica nel senso stretto come giudizio su una volontà condizionata dello Stato ad un determinato comportamento proprio. – Volontà dello Stato e scopo dell’ordinamento giuridico
Norma e imperativo. – Loro impropria identificazione.

8. La proposizione giuridica in senso stretto (Continuazione)
La teoria della coercizione. – Corretta posizione del problema. – La incoercibilità delle norme giuridiche. – L’esercizio effettivo della coazione psichica (motivazione) certamente scopo sociale, non però elemento concettuale della norma giuridica. – Coercizione e libertà del volere. – Altre garanzie di adempimento come minaccia di pena e di esecuzione. – La promessa di un vantaggio. – In particolare l’acquisto di un diritto soggettivo come possibile garanzia di adempimento
I motivi effettivi di un comportamento conforme al diritto irrilevanti per la costruzione giuridico-formale. – L’osservanza soggettiva della norma e il comportamento oggettivamente conforme alla norma. – La norma giuridica come norma “garantita”. – In particolare la concezione di Jellinek. – l’autorità dello Stato come garanzia di adempimento. – La norma giuridica come comando. – Un rapporto di dominio tra Stato e suddito come fondamento della teoria imperativista. – Il rapporto di dominio come processo psichico di motivazione accessibile solo alla considerazione psicologico-sociale. – Rapporto di dominio come relazione della sovra- e sottordinazione incomprensibile per la costruzione giuridica. – Lo Stato giuridicamente solo persona e così coordinato a tutti gli altri soggetti (ai sudditi). – Nel rapporto di dominio i sudditi oggetti, non soggetti. – Conseguenza per la forma logica della proposizione giuridica. – Confutazione di alcune obiezioni. – Una considerazione di politica del diritto. – Volontà dello Stato e intenzione del legislatore. – La inviolabilità ideale della proposizione giuridica. – Persona dello Stato e ordinamento giuridico
La teoria imperativista e le sanzioni. – Suddito e organo statale osservanza e applicazione della proposizione giuridica. – La proposizione giuridica come regola di imputazione. – Diritto e tribunale
La forma linguistica ideale della proposizione giuridica e il testo delle leggi. – Il concetto della proposizione giuridica di Bekker. – La tecnica legislativa del diritto civile e del diritto penale. – La costruzione di Bekker della proposizione giuridica. – La trasformazione del testo di legge nell’imperativo. – Il criterio per contenuto di legge giuridicamentevincolante e giuridicamente non vincolante. – Inammissibilità della teoria imperativista

9. La proposizione giuridica in senso ampio (La proposizione giuridica che obbliga lo Stato) 
Distinzione tra Stato e sudditi nel rapporto con l’ordinamento giuridico. – Impossibilità logica di un illecito statale. – In particolare la concezione di Jellinek. – L’evitare l’“illecito statale” un postulato rivolto alla costruzione giuridica, non all’attività delle autorità. – Identità tra dovere e volere dello Stato. – La proposizione giuridica che obbliga lo Stato. – La proposizione amministrativa. – Le proposizioni giuridiche come “regole dell’agire statale”. – Concezione oggettiva e concezione soggettiva del diritto. – La condizionatezza senza eccezioni della volontà statale. – La impossibilità di una “omissione dello Stato”. – I cosiddetti diritti di libertà. – Il criterio tra la volontà dello Stato nell’ordinamento giuridico e la volontà dello Stato nell’amministrazione (nel senso largo).
Critica di una dottrina già sostenuta in letteratura della proposizione giuridica come giudizio ipotetico: la concezione di Zitelmann. – Immutabilità della natura del diritto oggettivo e quindi della sua forma logica. – Imperativo e giudizio. – La “validità generale” dell’imperativo, il cosiddetto “momento individuale, intrasferibile dell’imperativo”. – La consonanza della formulazione zitelmanniana con la teoria imperativista. – Obblighi incondizionati di omissione dei sudditi. – Obbligo di agire condizionato dello Stato. – Obbligo di agire ordinariamente condizionato dei sudditi – obbligo di agire doppiamente condizionato dello Stato
La proposizione giuridica come giudizio ipotetico in Hold von Ferneck. – Il cd. diritto situato. – Il caso di conflitto. – L’esistenza fulminea del diritto oggettivo. – Il diritto come accadere psichico fattuale, la giurisprudenza come scienza naturale esplicativa. – Critica di questo metodo. – Il conflitto tra interessi medi. – Significato di questa costruzione
Lineamenti di una sistematica puramente formale del diritto oggettivo. – Rifiuto della divisione, effettuata secondo il punto di vista dello scopo,
tra diritto privato e diritto pubblico. – Tutto il diritto è diritto dello Stato

10. La teoria delle norme di Binding e di Thon 
La distinzione di Binding tra proposizione giuridica penale e norma. – Il punto di partenza della costruzione di Binding. – L’uso linguistico. – Il diritto oggettivo come pace cioè come condizione dell’ordine e non come ciò che ordina. – L’illecito rottura o violazione dello stato di pace, non come principio ordinante. – L’inviolabilità della norma. – La inammissibilità del momento dello scopo per la costruzione giuridica. – Le differenti funzioni della proposizione giuridica e della norma in Binding. – La dimostrazione indiretta da parte di Binding delle norme a partire dalle leggi penali. – L’identità di norma e proposizione giuridica: confutazione degli argomenti di Binding per l’autonomia della norma. – Lo scopo della norma e la proposizione giuridica. – Obbligo di obbedienza e obbligo giuridico. – leges imperfectae. – Colpa e proposizione giuridica penale. – Differenza temporale tra norma e
proposizione giuridica penale. – La proposizione giuridica in bianco. – Ambito di validità della norma e della legge penale. – Trasformazione e annullamento della norma a legge penale immutata. – Ripercussione di leggi. – Persistenza della norma, annullamento della legge penale. – Mutabilità delle leggi penali e immutabilità delle norme. – Una norma più leggi penali; – una legge penale più norme
La teoria delle norme di Thon. – Il diritto oggettivo un complesso di imperativi. – Il diritto come “volontà” in Thon. – La connessione degli imperativi tra loro. – Il concetto di conseguenza giuridica. – Il modo soggettivo di considerazione di Thon. – Impossibilità della costruzione di una personalità dello Stato accanto alla personalità dei sudditi secondo la teoria imperativista. – L’obbligo giuridico come sanzione. – In particolare l’obbligo di risarcimento. – Obbligo di risarcimento dei danni dei sudditi e obbligo di esecuzione dello Stato. – Punizione e perequazione. – Adempimento, risarcimento, assicurazione

Libro terzo
Le forme fenomeniche soggettivedella proposizione giuridica

Parte prima
L’obbligo giuridico

a. il concetto di obbligo

11. Obbligo morale e obbligo giuridico 
Le due forme fenomeniche soggettive della proposizione giuridica: l’obbligo giuridico e il diritto soggettivo. – Il concetto di obbligo morale. – L’obbligo morale come condizione psichico-reale della vincolatività del volere. – Il riconoscimento e il rispetto. – L’identificazione di io e autorità nel corso del riconoscimento o rispetto. – Norma morale e obbligo morale
L’obbligo giuridico: stato attuale della dottrina. – L’obbligo giuridico come condizione psichico-reale. – Identificazione di obbligo giuridico e obbligo morale. – Il carattere secondario delle norme giuridiche. – Le norme di cultura di Heinze. – Derivazione degli obblighi giuridici dalla vita della cultura. – La giustificazione etica del diritto positivo. – La questione dell’autorità “ultima” che obbliga giuridicamente. – Derivazione dell’obbligo giuridico dalla giustizia (Schlossmann). – L’obbligo giuridico come obbligo giuridicamente rilevante. – Il carattere giusnaturalistico della concezione dominante dell’obbligo giuridico. – Indipendenza tra norma giuridica e obbligo giuridico. – Determinabilità oggettiva delle norme giuridiche. – Il carattere soggettivo delle norme morali. – Significato della deroga del diritto legale da parte della consuetudine. – Le norme del diritto civile e la morale. –  L’obbligo giuridico come vincolatività del volere. – Motivi del comportamento conforme al diritto. – L’osservanza di obblighi di azione e di omissione.
– Il concetto dell’obbligo giuridico e la violazione dell’obbligo. – Il metodo psicologico-deterministico. – Il diritto come potere oggettivo e come potere soggettivo (Hold von Ferneck). – L’ordinamento giuridico e il comportamento conforme al diritto. – Natura generale e natura individuale del concetto di obbligo giuridico

12. La teoria del riconoscimento
Obbligo autonomo e obbligo eteronomo. – Obbligo giuridico e interesse. – Derivazione dell’obbligo giuridico dalla proposizione giuridica in senso stretto. – Norma giuridica e obbligo giuridico
Teoria imperativistica e teoria del riconoscimento. – Il punto di partenza della teoria del riconoscimento: la questione del fondamento di validità delle norme giuridiche. – Duplice senso di questa problematica. – Il riconoscimento come giustificazione e come spiegazione. – La natura dell’atto del riconoscimento (Bierling). – Il riconoscimento inconscio e non voluto. – Il contenuto del riconoscimento. – Il soggetto del riconoscimento. – Il riconoscimento come finzione. – Il riconoscimento da parte della maggioranza. – Il comportamento conforme al diritto come riconoscimento. – Positivismo e teoria del riconoscimento. – Il modo di considerazione storico della teoria del riconoscimento
La finzione della conoscenza giuridica. – Una teoria delle norme di cultura (M.E. Mayer). – Teoria del riconoscimento e teoria del contratto. – Il nesso tra teoria imperativista, teoria del riconoscimento e teoria del contratto

13. I destinatari della norma giuridica 
Imperativo e destinatario. – I tre possibili destinatari delle norme giuridiche. – I sudditi come destinatari. – Significato della pubblicazione della legge. – La costruzione di Jhering. – Gli organi statali come destinatari (Mayer-Jhering). – Potere statale e ordinamento giuridico. – Le proposizioni del diritto penale amministrativo. – La persona dello Stato come destinatario

b. gli obblighi giuridici dello stato

14. La dottrina della auto-obbligazione dello Stato
Gli obblighi giuridici delle persone fisiche e giuridiche. – Gli obblighi giuridici del soggetto di dominio. – La problematica che porta all’obbligo giuridico dello Stato. – L’obbligo statale come condizione psichico-reale. – Critica della dottrina dell’auto-obbligazione (Jellinek). – Stato e diritto. – Lo Stato come creatore del diritto. – L’atto legislativo come funzione dello Stato. – Stato e società nel processo di formazione della volontà

15. Il processo legislativo 
Gli elementi della formazione della volontà statale. – Il monarca come soggetto della volontà statale. – Contenuto della legge e comando di legge (Laband). – Considerazione giuridico-formale e considerazione storico-politica (Lukas). – Costruzione giuridica delle differenze di valore e di potere
La perfezione del volere statale. – Analogia tra la volontà umana e la volontà statale (Haenel). – La “legge” non ancora pubblicata. – Vincolatività della delibera parlamentare sanzionata. – L’obbligo di pubblicazione

16. Obbligo dello Stato e obbligo dei sudditi 
Auto-obbligazione e auto-liberazione. – Conflitto di obblighi. – Concezione antropomorfica della persona statale. – Stato e società nel processo di obbligazione. – Stato e ordinamento giuridico. – Derivazione dell’obbligo statale dalla proposizione giuridica. – Obblighi incondizionati dei sudditi e condizionatezza priva di eccezioni dell’obbligo statale. – Obblighi di omissione dello Stato. – Costruzione giuridica dei diritti di libertà. – Volontà statale e potere statale
La dottrina della separazione dei poteri. – Obblighi giuridici del legislativo. – Volere e dovere della persona statale. – Unità del concetto di obbligo giuridico. – La mancanza di sanzione dell’obbligo statale. – Natura formale del principio di soggettivizzazione. – Illecito dello Stato

c. gli obblighi giuridici degli organi statali

17. Il concetto di organo statale
Stato della dottrina. – Il concetto di organo di Gerber. – Il concetto di organo della teoria anorganicista dello Stato. – Il concetto di organo della teoria organicista dello Stato. – Il concetto di organo della scienza naturale. – Il concetto di organo della sociologia. – Il concetto giuridico di organo. – L’organo statale come “produttore” della volontà statale. – Concetto di organo e costruzione della proposizione giuridica. – Concetto di organo e regola di imputazione. – L’attività dell’organo come realizzazione di proposizioni giuridiche

18. Il legislativo
La qualità di organo del legislativo. – Il parlamento come organo statale. – Il parlamento come organo della società. – Il parlamento come organo sociale. – La funzione nell’interesse dello Stato. – “Interesse comune” e interessi sociali di gruppo
Il deputato e l’elettore come organi statali. – Il popolo come organo statale. – Organi primari e “secondari” (Jellinek). – L’estensione del concetto di organo. – Influsso della concezione politica sulla costruzione giuridica

19. L’esecutivo: il concetto giuridico di amministrazione
Legislativo ed esecutivo. – Il concetto dominante di amministrazione. – Il concetto economico e il concetto giuridico di amministrazione. –L’amministrazione come perseguimento di scopi. – L’amministrazione come attività statale entro i limiti del diritto. – La rilevanza giuridica come possibilità di relazione con l’ordinamento giuridico. – L’attività statale come realizzazione dei limiti del diritto. – L’amministrazione come attività statale “libera”. – L’attività amministrativa extra legem
Il concetto di discrezionalità. – I limiti della discrezionalità. – La relazione tra ordinamento giuridico e amministrazione. – La volontà dello Stato nell’ordinamento giuridico e nell’amministrazione

20. La personalità degli organi statali 
Il concetto di personalità giuridica. – La persona come titolare di “diritti soggettivi”. – La persona come soggetto di obblighi giuridici. – Il soggetto di obblighi e la “imputazione interna”. – La soggettività di obbligo. – Persona e uomo
La personalità di organo e la posizione della teoria dello Stato organicista e di quella anorganicista. – Personalità di organo e proposizione giuridica. – Natura delle disposizioni organizzatorie. – Organo come istituzione e titolare di organo. – L’accordo di persona statale e persona di organo sulla base della corretta costruzione della proposizione giuridica
Obbligo di organo e obbligo giuridico. – Identificazione di obbligo statale e obbligo di organo. – I diritti di libertà come obblighi dell’organo. – L’obbligo dell’organo come obbligo giuridico

21. La legge in senso materiale e in senso formale; la natura delle disposizioni organizzatorie 
Proposizione giuridica e norma giuridica. – Proposizione giuridica e norma organizzatoria.
La legge in senso formale e in senso materiale. – Stato della teoria. – La forma di legge. – Forma di legge e volontà statale. – Elementi materialinel concetto dominante della legge formale. – La costruzione di Haenel e la corrente di Laband e Anschütz. – Legislazione e ordinamento giuridico. –Amministrazione e ordinamento giuridico. – Statuizione di obblighi giuridici da parte dell’amministrazione. – Lo scopo di porre dei limiti quale essenza della proposizione giuridica (Jellinek-Anschütz). – Il criterio soggettivo della proposizione giuridica. – Proposizione giuridica e forma di legge. –  Costruzione giuridica del decreto delegato. – La legge come forma necessaria della proposizione giuridica
Disposizione giuridica e disposizione amministrativa. – L’ordinamento amministrativo organizzatorio. – Esercizio di obblighi giuridici da parte dell’amministrazione. – Atto amministrativo e negozio giuridico. – Disposizioni organizzatorie in forma di legge

Parte seconda
Il diritto soggettivo

a. il concetto di diritto soggettivo

22. La teoria degli interessi
Proposizione giuridica e diritto soggettivo. – Identificazione di “diritto in senso soggettivo” e “autorizzazione”. – Significato dell’uso linguistico. – Il concetto giusnaturalistico del diritto soggettivo. – Il riflesso materiale dell’obbligo giuridico
La teoria degli interessi di Jhering. – L’elemento giusnaturalistico nella teoria degli interessi. – Il carattere di finzione nella teoria degli interessi. – L’interesse medio come sostrato del diritto soggettivo. – Caratteristiche concettuali regolari, non necessarie. – Diritto soggettivo e interesse giuridicamente protetto. – Effetto riflesso e diritto soggettivo. – Il criterio della “violazione individuale del diritto”
Il concetto jheringhiano della personalità giuridica. – Il soggetto giuridico come soggetto di scopo. – Il “destinatario”

23. La teoria della volontà
Il concetto di Windscheid del diritto soggettivo. – Il diritto soggettivo come potere della volontà. – Volontà e interesse. – La volontà dell’ordinamento giuridico come sostrato del diritto soggettivo. – Il carattere fittizio del momento della volontà. – L’influsso della teoria di Thon su Windelband. – Il diritto soggettivo come poter volere. – Il carattere giusnaturalistico della teoria del volere. – Il diritto al proprio comportamento

24. La teoria combinatoria
La teoria di Bernatzik. – Il nesso tra momento dello scopo e momento della volontà. – Il rapporto con la teoria degli interessi di Jhering. – Protezione degli interessi tramite una volontà autonoma rispetto allo Stato. – La concessione di diritti di parte. – La protezione giuridica. – La terminologia del legislatore
L’esercizio di diritti altrui. – La soggettività giuridica dello Stato. – Lo scopo collettivo. – Lo scopo collettivo come sostrato della personalità statale. – L’interesse alla funzione di organo. – Il diritto alla posizione di organo. – Il diritto “diviso”. – Il diritto diviso tra Stato e monarca. – Il diritto diviso tra Stato ed elettori
La teoria combinatoria di Jellinek

b. i diritti soggettivi dello stato e i diritti soggettivi contro lo stato

25. La derivazione del diritto soggettivo dalla proposizione giuridica in senso stretto 
La problematica mirante al diritto soggettivo. – La costruzione di Thon del diritto soggettivo. – La teoria imperativista e il concetto di diritto soggettivo. – Il concetto di diritto soggettivo. – La fattispecie dell’illecito in senso ampio e l’actio. – L’illecito in senso stretto e la fattispecie giuridica. – Il diritto soggettivo allo stato potenziale e allo stato attuale. – La tensione tra lo stato potenziale e allo stato attuale

26. Il diritto pubblico soggettivo
Diritti pubblici e diritti privati. – Il diritto pubblico soggettivo di Jellinek. – Il potere lecitamente. – Il permettere. – La rilevanza giuridica. – Il garantire. – Il potere. – Permettere e garantire. – Potere lecitamente e potere. – Identità tra potere lecitamente e potere. – Il potere come relazione con soggetti subordinati. – Stato e ordinamento giuridico. – Giuridicamente irrilevante e giuridicamente equivalente. – L’ampliamento della capacità di agire. – L’identità di potere e potere lecitamente

27. Derivazione del diritto soggettivo dalla proposizione giuridica in senso ampio
Diritto pubblico e diritto privato. – Diritti soggettivi contro lo Stato e contro altre persone. – La possibilità di perseguire il diritto. – Il diritto soggettivo contro lo Stato. – La pretesa. – Il concetto generale del diritto soggettivo

c. i diritti soggettivi degli organi statali e il diritto alla posizione di organo

28. I diritti che obbligano e gli obblighi che autorizzano 
Il diritto alla funzione di organo. – Gli obblighi che autorizzano e i diritti che obbligano. – Dovere e potere lecitamente
Il diritto soggettivo come potere (Hold von Ferneck). – L’interesse medio. – Il concetto ideale. – Differenziazione tra diritti soggettivi e diritti oggettivi. – Diritto e obbligo. – Le azioni complementari 683-691

29. La posizione giuridica dell’elettore e del monarca 
La soggettivizzazione della proposizione del diritto elettorale. – L’obbligo elettorale. – Il carattere statale e sociale dell’atto elettorale La posizione statale ed extrastatale del monarca. – La posizione del monarca entro il legislativo. – La posizione del monarca entro l’esecutivo. – L’obbligazione giuridica del monarca. – L’obbligazione giuridica del ministro. – Monarca e ministro. – Il carattere duplice della funzione monarchica. – Il diritto soggettivo del monarca

30. Carattere di organo e rappresentanza
Stato della questione. – La distinzione tra qualità di organo e rappresentanza secondo la dottrina dominante. – La maggioranza dei soggetti. – Il legame specifico. – Qualità di organo e rappresentanza secondo la teoria organicista dello Stato. – Volontà collettiva e personalità collettiva. – Volontà dell’organo e volontà collettiva. – Differenziazione e identificazione tra persona di organo e persona collettiva. – La relazione specificamente organica. – Il rapporto di potere tra volontà collettiva e volontà dell’organo
La costruzione su un piano semplice. – Diritto pubblico e diritto privato. – Il rapporto giuridico come rapporto con l’ordinamento giuridico. – La concordanza tra qualità di organo e rappresentanza. – L’imputazione nella qualità di organo e la rappresentanza

Indicazioni bio-bibliografiche degli Autori citati

Indice dei nomi citati 

Rassegna

Condividi