Andreas Riem

Sull’illuminismo

Se sia, o possa divenire, pericoloso per lo Stato, per la religione o in generale

Cartaceo
9,50 10,00

Ancora oggi ricordato come la più grande critica pubblica verso una misura del governo in Prussia, il dibattito scatenato dall’Editto di religione del 1788 evidenziò due distinte compagini: da un lato i pertinaci oppositori

Ancora oggi ricordato come la più grande critica pubblica verso una misura del governo in Prussia, il dibattito scatenato dall’Editto di religione del 1788 evidenziò due distinte compagini: da un lato i pertinaci oppositori dell’illuminismo, convogliati dal Kulturkampf progettato dal neoministro del culto e dell’istruzione, Wöllner; dall’altro gli illuministi che, nel mutato e inquieto clima culturale e politico seguito alla morte di Federico II, facevano in pari tempo i conti con le insistenti questioni riguardanti i limiti dell’Aufklärung e i possibili svantaggi connessi a un suo (sregolato) esercizio. Tra le più interessanti voci di questa seconda compagine vi è senz’altro quella di Andreas Riem, intrepido pubblicista radicaldemocratico espulso nel 1795 dai territori prussiani e rapidamente scivolato ai margini della storiografia filosofica. Questa pregevole edizione italiana del suo celebre scritto polemico Sull’illuminismo (1788), curata da Hagar Spano e accompagnata da una Prefazione di Dirk Kemper, contribuisce con il massimo merito a farne risuonare le tesi, strappandole dall’oblio.

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