Giancarla Rondinelli

L’impronta

La lezione di Garlasco e la fiducia degli italiani nella Giustizia

Prefazione di Ignazio La Russa

Il caso Garlasco non è soltanto una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi vent’anni. È diventato un simbolo. Un punto di frizione tra verità processuale e percezione pubblica, tra giustizia e politica, tra

Il caso Garlasco non è soltanto una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi vent’anni. È diventato un simbolo. Un punto di frizione tra verità processuale e percezione pubblica, tra giustizia e politica, tra sentenze definitive e domande che non smettono di riemergere. L’impronta ripercorre la storia del delitto di Chiara Poggi partendo dalla nuova indagine, aperta un anno fa. Indagine di cui, di certo, l’immagine simbolo è proprio l’impronta 33, ritenuta “non utile” all’epoca dei fatti, ma che oggi, grazie anche alle nuove tecnologie
utilizzate dal Ris, è invece uno dei tasselli più importanti intorno al nome del nuovo indagato, Andrea Sempio. Ma questo libro non è solo un racconto giudiziario: è un viaggio dentro le fragilità del sistema, nei suoi tempi lunghi, nei suoi meccanismi di revisione, nel rapporto sempre più complesso con l’informazione e con la politica. Da qui l’interrogativo: quanto è solida la fiducia degli italiani nella Giustizia? E cosa accade quando una vicenda processuale, invece di chiudersi, continua a interrogare il Paese? L’impronta prova a trasformare un caso emblematico in uno spunto di riflessione. Perché “mai più casi Garlasco” non è uno slogan, ma un obiettivo: restituire ai cittadini una Giustizia capace non solo di decidere, ma di convincere.

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Pulisci

Indice

Prefazione di Ignazio La Russa
Introduzione
1. Si riapre Garlasco. Andrea Sempio e il mistero dello scontrino
La riapertura del caso: tutto parte da una tazzina
Chi è Andrea Sempio?
Il mistero dello scontrino
L’impronta 33 e la ricostruzione della scena del delitto
Nuovi accertamenti, vecchie domande
Il ruolo del Ris e le nuove tecnologie

2. Garlasco: cosa non ha funzionato?
Stasi: una condanna senza certezze
Indagini, errori e omissioni
L’attesa di Alberto Stasi
Perizie, controperizie e tempi infiniti
Quando la verità si frammenta

3. La reazione politica: la maggioranza
Le parole del governo sul caso Garlasco: dalla premier Meloni al ministro Nordio
Separazione delle carriere e certezza del diritto
Garlasco come esempio di Giustizia da riformare

4. La reazione politica: l’opposizione
Le critiche alla gestione del caso
Garantismo, prudenza e presunzione di innocenza
Prudenza o timore?
«Non usate Garlasco per il referendum»
Quando la politica sceglie silenzio

5. Il processo mediatico
Garlasco come caso televisivo
Gli scoop del Tg1: dai social all’edizione delle 20
Il giudizio pubblico prima di quello giudiziario
Media, politica e pressione sull’indagine

6. Garlasco: il sentiment degli italiani tra fiducia e aspettative
Cosa insegna davvero questo caso?
Dove nasce la conversazione e dove esplode
Il dominio del video: un caso consumato come serie
Cosa c’è dietro i picchi ciclici
Così i media tradizionali hanno cambiato funzione
Una TV sempre più social
Stasi vs Sempio: sospetto e colpevolezza percepita
La sfiducia sulla Giustizia
Un pubblico giovane e non nostalgico
Dal caso al paradigma
Nota metodologica (SocialCom-Socialdata)

7. Garlasco: possibile caso di errore giudiziario?
I dati: tra errori giudiziari e ingiusta detenzione
I casi di ingiusta detenzione nel 2025
La storia di Beniamino Zuncheddu
Il caso Angelo Massaro: 21 anni di carcere da innocente
Giuseppe Gulotta: ventidue anni di carcere da innocente
Pietro Melis: l’ergastolo annullato dopo decenni
Enzo Tortora
Errori giudiziari e indagini incomplete: quando la verità arriva tardi
Il tempo come discrimine tra Giustizia e possibile ingiustizia

8. Garlasco: una Giustizia da cambiare?
Dal fatto di cronaca al paradigma nazionale
Separazione delle carriere: strumento o illusione?
Il nodo dei tempi
Mai più casi Garlasco…? La fiducia dei cittadini come obiettivo
Conclusioni

Rassegna

Eventi

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