Giulia Caruso

La grammatica del potere

Genere e pensiero politico tra analisi del discorso e scritture costituenti

Cartaceo
18,05 19,00

La grammatica del potere indaga il linguaggio come dispositivo centrale nella produzione delle soggettività politiche e delle gerarchie di genere. Muovendo dall’assunto che la parola non sia mai neutra, ma costitutiva dei rapporti di

La grammatica del potere indaga il linguaggio come dispositivo centrale nella produzione delle soggettività politiche e delle gerarchie di genere. Muovendo dall’assunto che la parola non sia mai neutra, ma costitutiva dei rapporti di potere, il volume analizza il nesso tra discorso, genere e politica, mostrando come le categorie di «donna», «sesso», «corpo» e «identità» siano il risultato di pratiche discorsive storicamente situate. Attraverso una prospettiva genealogica e post-strutturalista, in dialogo con il femminismo e l’analisi critica del discorso, l’opera mette in questione la presunta universalità del linguaggio politico moderno, rivelandone il carattere androcentrico e normativo. Il linguaggio emerge così come luogo di esclusione e, al tempo stesso, come spazio di possibile trasformazione: un campo di forze in cui si stabilisce chi può parlare, con quale autorità e con quali effetti. Il testo intreccia riflessione teorica e analisi storica per mostrare come le pratiche linguistiche femministe abbiano operato come scritture costituenti, capaci di produrre nuove forme di soggettivazione politica. Dalla critica filosofica delle categorie di genere alla parola militante della Resistenza, fino all’ingresso della voce femminile nelle istituzioni repubblicane, il volume evidenzia la tensione costante tra norme discorsive, possibilità di enunciazione e processi di cittadinanza. La grammatica del potere propone così una lettura del linguaggio come pratica politica situata, in cui si giocano i confini del dicibile e del pensabile. Rivolto agli studi di genere, alla filosofia politica e alle
scienze sociali critiche, il volume offre strumenti concettuali per comprendere come il potere operi attraverso le parole e come, proprio nel linguaggio, possano aprirsi spazi di resistenza, risignificazione e trasformazione democratica.

Indice

Premessa di Stefania Mazzone
Introduzione

1. Discorsi e dispositivi: strumenti per un’analisi del potere
1. Genealogie critiche
2. La costruzione del secondo sesso
3. I linguaggi della differenza sessuale
4. La crisi delle categorie: sesso, genere, identità

2. Nel linguaggio: prospettive femministe di in-visibilità
1. Se ogni dire è anche un fare
2. Performatività e ingiustizia discorsiva
3. Il sessismo linguistico
4. Il genere nella norma: linguaggio giuridico della differenza

3. Pratiche linguistiche di Resistenza 
1. Analisi Critica del Discorso
2. «Noi Donne»
3. La Resistenza come laboratorio discorsivo
4. Genesi di un progetto politico

4. Le parole delle costituenti negli atti dell’Assemblea 
1. Soggettività in divenire
2. Donna, lavoratrice, essenzialmente madre
3. Oltre l’indissolubilità: decostruire la famiglia gerarchia
4. La parità sospesa tra capacità e attitudini
Bibliografia
Indice dei nomi

Eventi

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