Israele, lo Stato necessario
Il mondo non ne può fare a meno, paesi arabi inclusi
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Distruggere l’Entità Sionista: per decenni questa è stata l’ossessione del mondo islamico e dell’Iran degli ayatollah e dei pasdaran. Il pogrom di Hamas del 7 ottobre 2023 doveva innescare questa guerra finale contro lo
Distruggere l’Entità Sionista: per decenni questa è stata l’ossessione del mondo islamico e dell’Iran degli ayatollah e dei pasdaran. Il pogrom di Hamas del 7 ottobre 2023 doveva innescare questa guerra finale contro lo Stato degli ebrei. Ma Israele ha sconfitto Hamas e Hezbollah e infine, con gli Stati Uniti, ha tagliato la testa del serpente e ha distrutto l’apparato militare dell’Iran. Con le sue dure guerre vittoriose, l’ebreo ritornato alla sua terra ha così obbligato l’arabo, il musulmano sconfitto, ad abbandonare la mentalità della Guerra Santa, che in nome di Allah, insegue la vittoria totale e la sopraffazione sull’avversario, per intraprendere invece il percorso della trattativa, delle mediazioni e dell’accordo. Lo ha costretto ad abbandonare la strada del jihadismo, che lo ha sempre portato alla sconfitta. Si è così aperto uno spiraglio di tregua e addirittura di convivenza pacifica col percorso delineato da Donald Trump e accettato dall’Onu. Questo libro racconta una pace possibile, che ridisegni il futuro del Medio Oriente nel nome di Abramo. E tutto ciò che vi accade riguarda tutti noi.
Indice
1. Israele ha onorato la missione per cui è nato: innescare in Medio Oriente i germi della democrazia e sconfiggere il jihadismo
1. È finita l’illusione che i regimi sanguinari e aggressivi si possano contenere con le armi del Diritto internazionale e della diplomazia. Devono essere messi nella condizione di non nuocere, innanzitutto ai propri popoli, solo con la forza delle armi
2. La svolta storica degli Accordi di Abramo
3. Tutti dicono “due Stati”, ma chi garantisce Israele che lo Stato palestinese non diventi un nuovo bunker per lanciare nuovi pogrom?
4. La svolta storica della risoluzione 2803 dell’Onu: verso lo Stato di Palestina ma sub condicione
5. I paesi arabi e musulmani accettano il principio di garantire la sicurezza di un Israele che volevano distruggere
6. Il moderato al Fatah di Abu Mazen glorifica la partecipazione dei bambini ai conflitti armati e i suoi agenti fanno i terroristi. Autorità Nazionale Palestinese: Pay for slay, tu uccidi ebrei, noi ti paghiamo, barbarie tribale d’ambiente
7. Il problema dello Stato di Palestina è uno solo: una leadership palestinese irresponsabile, corrotta e avventurista
8. Lo scabroso disprezzo degli Stati Arabi nei confronti della leadership palestinese
9. Un immenso movimento Pro Pal, un odio di massa contro Israele e flottiglie di narcisisti irrisi da Donald Trump che impone una pace giusta
10. Governi arabi contro quella “piazza araba” che un tempo fomentavano
11. L’alleanza islamica per “eliminare Israele dalla faccia della terra”
12. Il pogrom del 7 ottobre puntava a innescare la guerra finale contro lo Stato degli ebrei, ennesima sconfitta arabo-islamica
13. Israele ha ripulito il Medio Oriente dal regime sanguinario siriano di Bashar al Assad, ha aperto in Libano una nuova fase senza Hezbollah al potere e ha umiliato e disarmato ayatollah e pasdaran
14. La pacificazione tra Stati arabi e Israele punta a un grandioso progetto di infrastrutture per unire Europa e Asia, la Via del Cotone antagonista della cinese Via della Seta
15. Integrazione fallita e pericolo democratico: decine di migliaia di immigrati islamici regolari hanno sfilato nelle strade europee e italiane inneggiando al pogrom di Hamas e alla distruzione dello Stato di Israele
16. L’altra Israele, ignorata dalla sinistra italiana ed europea
2. La prima “guerra sporca di Israele”
1. A Gaza applicata la stessa strategia di distruzione che la coalizione contro l’Isis, europei, americani e arabi alleati, ha inferto a Mosul senza che nessuno si indignasse
2. Il braccio di ferro tra i generali israeliani che volevano terminare la guerra di Gaza e il governo Netanyahu che ha imposto che continuasse
3. I generali israeliani si affiancano all’opposizione e chiedono quella vera commissione d’inchiesta sul 7 ottobre che Netanyahu teme
4. Solo la giustizia di Israele può e deve giudicare se siano stati commessi crimini di guerra
5. Netanyahu ha tradito l’essenza del sionismo e dello stesso Likud, ha portato al governo gli eredi morali degli assassini di Rabin
6. I coloni e il jihadismo ebraico
7. Netanyahu ha travisato la destra sionista di Jabotinsky
8. L’Onu con i rifugiati ereditari e le complicità dell’Unrwa con Hamas ha sempre ostacolato l’accordo tra Israele e palestinesi
3. A morte Gutenberg
1. L’islam ha condannato a morte per tre secoli chi stampava libri. Un deserto culturale che ha prodotto il jihadismo che ha portato i palestinesi di sconfitta in sconfitta 103
2. 1918, con l’abolizione del Califfato ha trionfato un reazionario “riformismo islamico” che ha riproposto il Medioevo
3. Sulla rivolta araba del 1917 che non c’è mai stata si è costruito il mito arabo e antimperialista del tradimento coloniale degli inglesi
4. La dichiarazione Balfour premia i sionisti cobelligeranti e una leadership ebraica nazionale forte, in totale assenza di quelle arabe
5. Quattro generazioni di leader palestinesi jihadisti hanno portato il popolo palestinese alla sconfitta di bagno di sangue in bagno di sangue
4. Il filonazista Gran Mufti inventa di sana pianta la negazione del Tempio ebraico. Ha successo sino ad oggi
1. Amin al Husseini, Gran Mufti di Gerusalemme, primo leader palestinese traccia la strada perdente dei pogrom e del jihadismo
2. Il Gran Mufti ha negato la tradizione islamica e si è inventato la negazione del Tempio ebraico
3. Negano il Tempio per negare il rapporto tra popolo ebraico e Israele
4. Il Gran Mufti si è alleato con Hitler e ha fondato le Ss islamiche. I sionisti invece hanno combattuto con gli Alleati. Per questo è nata Israele, non come riparazione della Shoah
5. Il Gran Mufti, un vero e convinto nazista, non solo un antibritannico
5. Le leadership jihadiste arabe da filonaziste diventano filo sovietiche
1. Il raìs Nasser, secondo leader dei palestinesi, inizia la fase panaraba, tra nazisti e sovietici, diritta verso il disastro
2. Il deserto culturale dell’impero ottomano produce un ingresso nella modernità delle società arabe limitato agli eserciti e un panarabismo di netta matrice nazista, ma appoggiato dall’Unione Sovietica
3. I Pro Pal prendano nota: Nasser e la Olp hanno chiamato ufficiali nazisti per impostare l’organizzazione e la propaganda palestinese
4. Nasser ha usato gli ufficiali nazisti per combattere gli ebrei e contemporaneamente si è alleato con l’Unione Sovietica
5. 1965: Bourghiba inascoltato profeta voleva fare la pace con Israele. Zittito
6. Israele sgretola in sei giorni l’arroganza jihadista panaraba
6. Negli anni Settanta, figlio della Guerra Fredda, nasce il nazionalismo palestinese, inesistente sino ad allora, rovinato dal jihadismo
1. Si impone la questione dei Territori Occupati, gli arabi rifiutano ancora lo Stato di Palestina che viene inventato da Yasser Arafat
2. Yasser Arafat, finto laico, terrorista, pedina della Guerra Fredda, procura disastri al popolo palestinese
3. I nuovi leader: Abu Mazen è super corrotto e incapace e Marwan Barghouti non è affatto il “Mandela arabo” ma è un terrorista non pentito
7. Non un conflitto per la terra, ma un jihad nel nome dello stigma islamico contro l’ebreo
1. Israele deve essere eliminato perché è la centrale del “complotto ebraico”, fulcro dell’antisemitismo islamico
2. La tradizione musulmana, non il Corano impone l’antisemitismo islamico
3. Le “congiure ebraiche” nella storia islamica
Appendice
Note






