Colpirne uno per educarne cento

Il caso Microsoft e il futuro della concorrenza in Europa

a cura di Alberto Mingardi Paolo Zanetto

Cartaceo
7,60 8,00

La condanna di Microsoft, da parte dell’antitrust europeo, ha suscitato vasti entusiasmi. Lo smacco del gigante americano, per mano dell’UE, ha occupato le prime pagine dei giornali, segnando apparentemente un punto a favore di

La condanna di Microsoft, da parte dell’antitrust europeo, ha suscitato vasti entusiasmi. Lo smacco del gigante americano, per mano dell’UE, ha occupato le prime pagine dei giornali, segnando apparentemente un punto a favore di una visione più“equa” e“regolata” del mercato.
Ma davvero decisioni antitrust di questa portata aiutano la concorrenza? Microsoft è effettivamente un monopolista? Le sue quote di mercato sono state conquistate a spese di competitori più efficienti e meritevoli? è giusto adottare una visione meramente“quantitativa” della concorrenza, a spese dell’innovazione?
Sono queste le domande cui tenta di rispondere questo libro. Un saggio a più voci, che a partire dal caso Microsoft indaga meriti e demeriti dell’antitrust: nella convinzione che essi vadano misurati non tanto su chi oggi viene colpito, ma sugli effetti di lungo periodo di ogni singola decisione e sanzione. Le vicende della softwarehourse di Seattle servono in primo luogo, dunque, per capire meglio il“futuro della concorrenza in Europa”. Ricordandoci che la priorità è garantire competitività ed innovazione.
La visione alla base di questo libro, scrive Oscar Giannino nella prefazione, è quella“della scuola hayekiana, austriaca, secondo la quale la concorrenza non è una quantità standard da garantire ma un processo in continua modifica a opera delle imprese, i cui sforzi di innovazione e concentrazione vanno premiati, se a beneficiarne è il mercato e il cliente”.

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