Una questione politica
Il Terzo settore tra autonomia e nuove alleanze
Prefazione di Aldo Soldi e Teresa Masciopinto. Postfazione di Giancarlo Moretti
Cartaceo
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Il libro ricostruisce il rapporto, da sempre altalenante, tra organizzazioni sociali private e istituzioni pubbliche, dal sistema della carità nell’Italia preunitaria fino alla recente Riforma del Terzo settore. Oggi il Terzo settore, per dimensioni
Il libro ricostruisce il rapporto, da sempre altalenante, tra organizzazioni sociali private e istituzioni pubbliche, dal sistema della carità nell’Italia preunitaria fino alla recente Riforma del Terzo settore. Oggi il Terzo settore, per dimensioni e maturità, è in grado di abbandonare il ruolo di semplice esecutore di politiche decise altrove per affermarsi finalmente come soggetto politico, capace di incidere sulle decisioni pubbliche e di dare voce alle aspirazioni, oltre che ai bisogni, delle persone. Per riuscirci deve però conquistare un’autonomia che ancora non possiede del tutto, costruendo reti più solide, diversificando le proprie fonti di finanziamento e stringendo alleanze nuove, a partire da quella con gli operatori finanziari. Solo così il Terzo settore potrà contribuire alla definizione delle priorità pubbliche sedendo al tavolo con le istituzioni e, quando necessario, confliggere con esse.
Indice
Prefazione
di Aldo Soldi e Teresa Masciopinto
Introduzione
1. Una breve storia dello Stato sociale in Europa
1. Le radici del Welfare State
2. I primi interventi pubblici strutturati
3. Il contesto italiano
4. Lo Stato sociale novecentesco
5. New Social risks e crisi del welfare
6. La ricalibratura e il welfare mix: la logica combinatoria fra Stato, mercato ed Enti di Terzo Settore
2. Il sistema privato della carità e il rapporto con l’istituzione pubblica: dai collegia agli Enti di Terzo Settore
1. Introduzione
2. Le origini del Terzo settore
3. L’era moderna
4. I due “sistemi della carità” nell’Italia preunitaria
5. L’Unità d’Italia e l’istituzionalizzazione del Terzo settore
6. I nuovi protagonisti del “sistema della carità”: Società di mutuo soccorso, cooperative e IPAB
7. Il “sistema della carità” durante la dittatura fascista
8. Il “paradosso” del Codice civile del ’42 e la Costituzione repubblicana
9. Il pluralismo democratico e l’emersione del Terzo settore
10. Il riconoscimento del Terzo settore
11. L’istituzionalizzazione del Terzo settore
12. La promozione del Terzo settore
13. Verso un sistema collaborativo
3. L’autonomia degli ETS dopo la Riforma del Terzo settore
1. L’avvicinamento al Codice del Terzo settore
2. Dalla Legge n. 106/2016 al Codice del Terzo settore
3. Le ragioni di una nuova collaborazione
4. I numeri del Terzo settore ri-formato
5. Le tappe della collaborazione
6. La svolta della Consulta
7. I numeri della nuova collaborazione
8. I tre ostacoli dell’amministrazione condivisa
4. Il Terzo settore come attore politico
1. La dimensione politica del Terzo settore
2. I limiti all’affermazione politica del Terzo settore
3. Il nodo della classe dirigente
4. La costruzione di una postura pubblica
5. Le reti e la differenziazione delle fonti
5. Costruire l’autonomia: reti e indipendenza economica
1. Le alleanze necessarie
2. Pluralità delle fonti di finanziamento
3. Le fonti economiche del Terzo settore italiano
4. La gestione finanziaria delle organizzazioni sociali
5. Le innovazioni finanziarie della Riforma
6. L’interesse degli operatori finanziari per il Terzo settore
7. Le ragioni di una distanza
6. L’autonomia in pratica: strategie e modelli a confronto
1. C’è ancora speranza
2. L’esempio delle fondazioni di origine bancaria
3. I finanziamenti “a soggetto”
4. Il funding mix efficace
5. Le “alleanze di scopo”
6. Le responsabilità dell’amministrazione
Conclusioni
Postfazione
di Giancarlo Moretti
Bibliografia






