Eugenio Bennato

Ninco Nanco deve morire

Viaggio nella storia e nella musica del Sud

Cartaceo
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Ci sono musiche e parole che più che la volontà dell’autore interpretano il sentire di un popolo intero, e proprio per questo sfuggono di mano al proprio creatore diventando patrimonio comune e assurgendo al

Ci sono musiche e parole che più che la volontà dell’autore interpretano il sentire di un popolo intero, e proprio per questo sfuggono di mano al proprio creatore diventando patrimonio comune e assurgendo al livello di veri e propri “canti popolari”. Brigante se more, con la sua storia travagliata, ci insegna che la musica popolare esiste da sempre e per sempre. Le parole «ommo se nasce, brigante se more» le ha scritte Eugenio Bennato, è vero, ma le ha dette Ninco Nanco, le ha urlate il partigiano Johnny, le ha sussurrate García Lorca davanti al plotone d’esecuzione, sono morte sulla lingua di Spartaco alle sorgenti del Sele. Hanno vagato per secoli nell’aria fino a quando un artista le ha messe nero su bianco, ma un minuto dopo erano già pronte a ripartire, e oggi sono cantate da migliaia di giovani briganti moderni.

collana: SS19, bic: AV, 2013, pp 202
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isbn: 9788849836868

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