Gianni Scipione Rossi

Ladri di biciclette

L'Italia occupata, la guerra civile 1943-1945, la memoria riluttante

Capolavoro dei neorealismo, Ladri di biciclette è tra le prime testimonianze di come la maggioranza degli intellettuali italiani non abbia avuto il coraggio di rappresentare senza reticenze, con le sue luci e le sue

Capolavoro dei neorealismo, Ladri di biciclette è tra le prime testimonianze di come la maggioranza degli intellettuali italiani non abbia avuto il coraggio di rappresentare senza reticenze, con le sue luci e le sue tragiche ombre, il periodo che va dal 25 luglio 1943 alla Liberazione del 25 aprile 1945. Camuffare, distorcere, sorvolare, occultare: queste furono le parole d’ordine. Ladri di biciclette fu tratto da Vittorio De Sica e Cesare Zavattini dall’omonimo romanzo di Luigi Bartolini. Il film racconta nel 1948 la Roma affranta del dopoguerra, che con fatica, come tutta l’Italia, cerca di rinascere. Ma il romanzo narra di un furto avvenuto nel settembre 1944, quando la città, dopo quella nazista, subisce l’occupazione angloamericana. È il biennio della guerra di Mussolini perduta, la guerra che gli italiani non volevano. Il biennio della morte della Patria, della guerra civile, di chi combatte e di chi sta a guardare, dalla casa in collina di Cesare Pavese. Il tempo della sofferenza e dell’ambiguità. Scavare nelle riviste, nei diari, nelle memorie, nella cinematografia dell’epoca, aiuta a comprendere perché sia stato così difficile fare collettivamente i conti con quel passato.

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Pulisci

Indice

1. Via dei Baullari

2. Percorsi contorti

3. Intellettuali rimozioni

4. Il rifiuto

5. Nel limbo dei “canguri”

6. Neorealismo militante

7. Il tempo della fame

8. La guerra di nessuno

9. Venticinque luglio, prima illusione

10. Otto settembre, seconda illusione

11. Riconciliazione?

12. Morti per la Patria

Indice dei nomi

Rassegna

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collana: Zonafranca, bic: HBT, 2023, pp 174, Italiano
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isbn: 9788849876482