I ribelli dell’autobiografia
Storie di vita contro lo spaesamento
Cartaceo
€19,00 €20,00
L’Archivio Nazionale Diaristico di Pieve S. Stefano (Ar) racchiude un tesoro di scrittura di gente comune, spesso non del tutto
alfabetizzata. Le autobiografie hanno una natura profondamente diversa dallo storytelling socialmente diffuso, creato per il
L’Archivio Nazionale Diaristico di Pieve S. Stefano (Ar) racchiude un tesoro di scrittura di gente comune, spesso non del tutto
alfabetizzata. Le autobiografie hanno una natura profondamente diversa dallo storytelling socialmente diffuso, creato per il marketing e animato da un fine persuasorio. Esse nascono all’insegna di un patto di verità tra lo scrittore e il lettore, e narrano la vita in tutti i suoi aspetti, anche in quelli negativi, relativi al dolore e alla morte. Si tratta di una scrittura autentica che, al netto della fallacia della memoria e delle schermature narcisistiche dell’Io, racconta quella che ai narratori appare come la verità propria della loro vita; ha inoltre un effetto catartico, dacché consente all’autore di guardare sé stesso, cioè gli stati d’animo e i sentimenti che lo abitano, da un metalivello. Da questo punto di vista, gli scrittori autobiografi ci, consapevolmente o meno, si oppongono all’industria culturale dominante e, in tal senso, sono ribelli.
Indice
Introduzione
Parte Prima
Capitolo I. La storia di Valerio ovvero l’importanza degli ideali
Capitolo II. La storia di Caterina ovvero dell’introversione salutare
Capitolo III. La storia di Paola ovvero come ribellarsi alle routine di malasanità
Capitolo IV. Gli okki di Tania ovvero come sprofondare nella marginalità e risorgere
Capitolo V. «Sine radice» ovvero la strada dello sperdimento di Chiara
Parte seconda
Capitolo VI. Ermeneutica della narrazione autobiografica
Capitolo VII. L’introversione come resistenza allo spaesamento
Capitolo VIII. L’aura di autenticità delle autobiografie
Capitolo IX. In guisa di una conclusione…
Bibliografia






