Friedrich A. von Hayek

Conoscenza e processo sociale

a cura di Lorenzo Infantino

Cartaceo
30,40 32,00

Friedrich A. von Hayek è noto soprattutto per i suoi scritti di economia e di filosofia politica. Ma egli ha lasciato un’estesa eredità anche nel campo della psicologia teorica e della teoria della

Friedrich A. von Hayek è noto soprattutto per i suoi scritti di economia e di filosofia politica. Ma egli ha lasciato un’estesa eredità anche nel campo della psicologia teorica e della teoria della conoscenza. Anzi, si può dire che è proprio quanto da lui sostenuto in tale ambito a fornire gli strumenti con cui afferrare il significato della sua intera opera. Cresciuto in quella che era ancora la Grande Vienna, Hayek ha intrapreso gli studi economici munito di una vasta dotazione culturale, la cui presenza è chiaramente avvertibile anche nei suoi primi scritti di teoria economica. Il che lo ha progressivamente spinto a misurarsi con questioni che, nella spiegazione della vita individuale e collettiva, precedono e conferiscono una più adeguata identificazione ai problemi economici e sociali. Il lettore vedrà che, posti per la prima volta assieme, gli scritti raccolti in questo volume consentono di percorrere un itinerario cha va dalla trasformazione del cervello in una mente umana al perché il mondo sensoriale non sia il punto di partenza, dall’esistenza di un ordine presensoriale alla constatazione che ciò di cui siamo consapevoli è un fenomeno secondario, dalla scienza come sistema ipotetico-deduttivo ai gradi delle nostre spiegazioni e ai fenomeni complessi, dalla dispersione della conoscenza all’interno della società al processo sociale come esplorazione dell’ignoto, dalla presunzione di onniscienza agli «abusi della ragione». È un viaggio che getta una potente luce sull’estensione dell’opera hayekiana e sulla sua fecondità. Non sorprende pertanto che Hayek abbia portato a un più alto grado di elaborazione teorica l’insegnamento metodologico di Carl Menger, il fondatore della Scuola austriaca di economia. Più esattamente, ha mostrato come quell’insegnamento possa essere considerato la provincia di un continente molto più vasto, dentro cui si trovano, per rammentare solo i principali, i contributi di Bernard de Mandeville, David Hume e Adam Smith. Sono autori accomunati dalla stessa premessa gnoseologica, dal riconoscimento cioè della condizione di ignoranza e di fallibilità, a cui indefettibilmente soggiacciono tutti gli esseri umani: perché non c’è nulla che possa renderci onniscienti e non c’è precauzione che possa sottrarci all’errore.

Indice

Prefazione

Hayek e il problema della conoscenza
di Lorenzo Infantino
1. La formazione dell’ordine sensoriale
2. Il primato dell’astratto
3. Divisione della conoscenza, critica della pianificazione e dell’equilibrio economico generale
4. La conoscenza dispersa e la conoscenza trasmessa dai prezzi
5. La funzione della concorrenza
6. Individualismo o razionalismo vero e individualismo o razionalismo falso
7. Conoscenza e ordine sociale

Premessa di Friedrich A. von Hayek

Parte prima
Psicologia teorica e teoria della conoscenza

1. Il problema
1. Che cos’è la mente?
2. Il mondo fenomenico e il mondo fisico
3. Il behaviorismo ha negato o ignorato il nostro problema
4. L’esperienza presensoriale e l’empirismo puro

2. Il primato dell’astratto
1. Che cosa comunemente s’intende per astratto
2. Il capovolgimento del significato
3. La capacità ordinatrice della mente
4. La mente come sistema di norme
5. Le generalizzazioni non derivano da esperienze particolari
6. Il mondo sensoriale non è il punto di partenza
7. Le astrazioni di cui siamo consapevoli sono un fenomeno secondario
8. Le astrazioni non sono il risultato di un processo deliberato
9. La scienza si occupa solo dell’astratto
10. L’astrazione delimita classi di eventi

3. Regole, percezione e intelligibilità
1. Azione guidata da regole
2. Percezione guidata da regole
3. Imitazione e identificazione
4. Il trasferimento di regole apprese
5. Modelli di comportamento e modelli di percezione
6. Modelli specificabili e non specificabili
7. La catena multipla di regole
8. Conoscenza del simile col simile
9. Regole sovra-consce e spiegazione della mente

4. Gradi di spiegazione
1. La scienza procede attraverso il metodo ipotetico-deduttivo
2. La selezione e la combinazione delle ipotesi appropriate
3. Dal noto all’ignoto
4. La spiegazione si riferisce sempre a classi di eventi
5. L’ipotesi esplicativa e gli eventi attesi
6. Spiegazione in via di principio
7. Il modello si riferisce a una gamma di fenomeni
8. La selezione e l’applicazione dello schema teorico
9. Predizione o orientamento?

5. La teoria dei fenomeni complessi
1. Modelli di riconoscimento e modelli di predizione
2. Gradi di complessità
3. Modelli predittivi con dati incompleti
4. L’incapacità della statistica di trattare modelli complessi
5. La teoria dell’evoluzione come esempio di modello predittivo
6. Teorie delle strutture sociali
7. L’ambiguità delle pretese del determinismo
8. L’ambiguità del relativismo
9. L’importanza della nostra ignoranza
10. Post scriptum sul ruolo delle «leggi» nella teoria dei fenomeni complessi

Parte seconda
Conoscenza dispersa, mercato, prezzi

6. Quel che prevale negli studi economici
1. La teoria economica e l’opinione pubblica
2. Problemi e conoscenza
3. Le azioni umane e i fenomeni sociali
4. La conoscenza scientifica decide quale sia la miglior politica
5. La Scuola storica tedesca dell’economia e il rifiuto delle scienze sociali teoriche
6. Non si può rinunciare al lavoro teorico
7. Si dimentica quel che si è appreso
8. L’ordine senza una mente organizzatrice
9. La mancata comprensione dell’operatività del mercato
10. I fallimenti dell’interventismo economico
11. Il controllo dello Stato non è inevitabile

Mezzi e fini

7. Obiezioni gnoseologiche all’economia di piano
1. Un problema trascurato
2. Aspetti economici e tecnologici
3. Il decadimento degli studi economici
4. Pianificazione economica e conoscenza

8. Economia e conoscenza
1. La trasformazione della scienza economica in logica della scelta
2. L’equilibrio e il mutamento della conoscenza rilevante
3. I dati e la compatibilità dei piani
4. I dati dell’economista e i dati dell’attore
5. Piano individuale e aspettative
6. Teoria dell’equilibrio e corrispondenza dei piani
7. Mercato perfetto e conoscenza
8. Le azioni non possono essere ipotizzate come costanti
9. La divisione della conoscenza
10. Il significato di quanto precede

9. L’uso della conoscenza nella società
1. Il problema economico
2. Piani individuali e piano unificato
3. Le conoscenze di tempo e di luogo
4. Le conoscenze di cui abbiamo bisogno non rientrano nelle statistiche
5. I prezzi coordinano azioni separate
6. I prezzi trasmettono informazioni
7. Le conoscenze non sono mai date a una singola mente

10. Il significato della concorrenza
1. Le condizioni poste dalla teoria della concorrenza perfetta non spiegano la concorrenza
2. Non si risolve nulla assumendo che tutti sappiano tutto
3. La concorrenza come esplorazione dell’ignoto
4. La teoria della concorrenza perfetta impedisce la comprensione del processo concorrenziale
5. Concorrenza e assenza di concorrenza

11. La concorrenza come procedimento di scoperta
1. Non conosciamo quel che scopriremo
2. Ciò che la concorrenza consente di scoprire
3. Il co-adattamento dei piani individuali
4. Perché la crescita è necessaria
5. La concorrenza serve allo sviluppo

Parte terza
Conoscenza e ordine sociale

12. Individualismo: quello vero e quello falso
1. Si è fatto dell’individualismo una caricatura
2. Due opposte tradizioni culturali
3. Caratteristiche delle due tradizioni
4. Limitatezza della conoscenza e degli interessi individuali
5. La cooperazione volontaria
6. Contano i risultati e non le intenzioni
7. L’individualismo e i corpi intermedi
8. La cultura tedesca e il falso individualismo
9. Contro la centralizzazione
10. La limitazione del potere pubblico
11. Il vero individualismo e il processo sociale

13. Tipi di razionalismo
1. Le parole e il loro significato
2. Il razionalismo costruttivista
3. La civiltà non è un prodotto della ragione
4. L’utilità degli atti
5. L’utilità delle regole
6. Le regole non sono un prodotto intenzionale
7. La tradizione anticostruttivista

14. I risultati dell’azione umana ma non dell’umano progettare
1. L’ordine inintenzionale
2. La moderna teoria sociale
3. Contro il positivismo giuridico
4. Savigny e la Scuola storica tedesca del diritto

Note supplementari

15. Gli errori del costruttivismo
1. Ragione e civiltà si sono sviluppate assieme
2. Contro l’idea della società come costruzione deliberata
3. Non esistono solo norme intenzionalmente create
4. Norme di comportamento adatte all’ambiente
5. Non esiste armonia naturale degli interessi
6. Le interconnessioni complesse e i limiti della conoscenza
7. L’approccio costruttivistico e il positivismo giuridico
8. Ancora sulla creazione deliberata delle norme e delle istituzioni
9. Il metro attraverso cui giudicare valori particolari e l’intero complesso dei valori

16. La presunzione di conoscere
1. Gli errori dello “scientismo”
2. La correlazione fra domanda e occupazione
3. La «complessità organizzata»
4. Non disponiamo di tutti i dati
5. Il metodo scientifico non è una tecnica prefabbricata
6. La difficoltà di accertare i fatti particolari
7. Una lezione di umiltà

 

17. A mo’ di conclusione: l’evoluzione interattiva della mente e della società

Appendice
Adam Smith e la nascita delle scienze sociali
di Lorenzo Infantino
1. Il compito e il metodo della scienza
2. Processo di interazione e norme sociali
3. Dalla divisione del lavoro e della conoscenza all’ordine inintenzionale
4. Esiste un «Adam Smith-Problem»?
5. Le origini della società di mercato

Rassegna

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