L'ottimismo che serve (Il sole 24 ore)

di Stefano Folli, del 27 ottobre 2014

Senza paura

Per non perdere il bello di un mondo migliore

Da Il sole 24 ore del 26 ottobre

Si vive nel clima di un nuovo millenarismo che si affaccia a ogni occasione nel dibattito pubblico. È la paura del domani, il timore di perdere quello che si ha, la sensazione che sia incombente la fine del mondo, o almeno la fine del mondo a cui eravamo abituati. Riguarda noi italiani, ma non solo noi: è una sindrome che colpisce le genti dell'Unione europea e spesso dell'intero occidente. Un anno Mille super-tecnologico, perché non sono i "gadget" che ci mancano, come si addice a popoli senza dubbio ricchi rispetto anche solo a un paio di generazioni or sono. Ricchi nonostante la recessione, ma terrorizzati di compromettere quello che possiedono. E così ecco i nuovi spettri che affiorano, all'incirca come nel profondo Medio Evo. Le pestilenze di allora rivivono nell'Ebola di oggi. I barbari alle porte oggi sono gli extra-comunitari clandestini che solcano il Mediterraneo, ma soprattutto i fondamentalisti taglia-gole che sfidano la civiltà con i loro coltellacci. Le carestie si rinnovano nella preoccupazione per le fonti energetiche, la carenza d'acqua, la deforestazione (peraltro indotta dall'uomo). La crisi dell'impero romano è la crisi, che tale appare, dell'impero americano. Si potrebbe continuare: le nuove frontiere sessuali, la famiglia disarticolata, le fratture generazionali. Eppure quello che serve, dice Davide Giacalone nel suo ultimo "pamphlet" è l'ottimismo, la capacità di buttarsi la paura alle spalle. Il mondo, nonostante tutto, è migliore di quello che sembra. Se non lo è, può essere trasformato con le armi della ragione e della logica. Come è sempre stato. E mai come oggi i mostri interiori possono essere sconfitti.

di Stefano Folli

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