Claudio Piersanti

Filippo Monti

L'opera nel tempo e nei luoghi

Prefazione di Francesca Castanò

Cartaceo
32,30 34,00

La ricerca condotta in Emilia Romagna da Filippo Monti (1928-2015) per un’architettura di maggiore autenticità ha il potere di saper costruire una dialettica feconda tra i due termini di continuità e crisi – dal

La ricerca condotta in Emilia Romagna da Filippo Monti (1928-2015) per un’architettura di maggiore autenticità ha il potere di saper costruire una dialettica feconda tra i due termini di continuità e crisi – dal titolo del profetico editoriale di Ernesto Nathan Rogers del 19571 –, che permea l’operato della generazione di mezzo, passata dal trauma della Seconda guerra mondiale al miraggio delle ricostruzioni. Una rinascenza urbana che, pur nella logica funzionalista, riabilita la dimensione iconografica dell’architettura, non nell’affermazione di un’autonoma originalità ma, all’inverso, ponendo grande attenzione alla capacità di adattamento dell’opera al contesto circostante. Nelle variegate declinazioni della scena italiana, il territorio ravennate e dei centri della sua provincia si qualifica per un linguaggio compositivo variabile, che innesta su una base di ricerca innovativa, tanto nelle soluzioni spaziali quanto nelle scelte materiali, elementi ricorrenti, desunti dal codice culturale e costruttivo del contesto territoriale.