Aldo Romagnolli

Di origini venete, nato e cresciuto ad Adria e sfollato a Torino negli anni successivi alla tragica alluvione del Polesine, scopre il sindacato a cavallo degli anni 50 e 60 lavorando in un’azienda metalmeccanica e maturando col tempo “la tendenza a interessarsi dei problemi degli altri nel mondo del lavoro” come dice lui stesso quando racconta la sua “vocazione”. Romagnolli lavora tra e per i metalmeccanici fino al 1970. Successivamente si impegna come sindacalista tra gli statali fino a entrare in Segreteria Cisl a Torino. Per diversi anni si occupa poi di problemi e riforme della Sanità finché, intorno al 1991, entra in contatto con il mondo della cooperazione sociale rimanendone praticamente folgorato: un incontro che infiamma nuovamente la sua passione per il sostegno alle fasce più deboli della società. Lascia il sindacato e da pensionato si dedica a tempo pieno a Confcooperative fino a ricoprire ruoli importanti come la presidenza dell’Unione di Confcooperative Torino. Lavora intensamente per costruire un ruolo più forte e una reputazione alta del mondo cooperativo tra le istituzioni e in rapporto agli altri ambiti produttivi. A più di ottant’anni Aldo Romagnolli continua a essere un punto di riferimento per il mondo cooperativo piemontese.

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