Quel relativismo da cui discende la provvisorietà della morale (Il Giornale di Brescia )

di Maurizio Schoepflin, del 02 dicembre 2014

Etica. Le sfide della modernità

Per una morale sociale condivisa

Da Il Giornale di Brescia del 30 novembre

La questione è antica, ma non v'è dubbio che nell'epoca moderna e, ancor più, in quella contemporanea essa sia esplosa in tutta la sua dirompente drammaticità. È possibile pensare a un'etica condivisa e fondarla su basi sicure? Esistono valori morali oggettivi, validi per tutti, tali che su di essi l'umanità sia in grado di costruire una giusta e ordinata convivenza tra le persone e i popoli? Possiamo superare il relativismo che oggi sembra essere l'unica posizione sostenibile, dal momento che si è ampiamente diffusa la convinzione che ognuno abbia il diritto di agire come meglio crede?
Intorno a questi interrogativi ragiona con passione e competenza nel suo ultimo libro intitolato «Etica. Le sfide della modernità. Per una morale sociale condivisa» (Rubbettino, pp. 262, euro 16,00) Rocco Pezzimenti, docente di Filosofia politica e Storia delle dottrine politiche presso la Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma. Il titolo della prima parte del volume - «Dalla morale provvisoria alla provvisorietà della morale» - risulta molto eloquente: infatti, esso descrive in estrema sintesi il percorso compiuto da buona parte della filosofia degli ultimi quattro secoli, la quale, facendo del dubbio una sorta di feticcio intoccabile, ha finito per non riuscire più a proporre alcuna certezza, rendendo provvisoria e opinabile qualunque affermazione e negando così l'esistenza della verità.
È facile comprendere come tutto ciò diventi dirompente quando va a interessare l'ambito delle scelte morali. Pezzimenti, facendo riferimento all'opera di vari protagonisti della storia del pensiero, trai quali Schopenhauer, Kierkegaard, Nietzsche e Heidegger, svolge una critica seria e ben argomentata del relativismo.
La seconda sezione del libro è dedicata invece alla discussione del problema dei valori morali sociali: in essa vengono indicati alcuni presupposti irrinunciabili che costituiscono i cardini di una società in cui ciascuno possa realizzare pienamente se stesso e le proprie legittime aspirazioni. Secondo l'autore, tali elementi fondativi ruotano tutti intorno alla realtà e al valore della persona, autentico perno di ogni discorso sull'etica che tenti di andare al di là del relativismo e del mai risolto conflitto fra coloro che sostengono il soggettivismo morale e coloro che lo avversano, nella convinzione che esistano valori assoluti validi in ogni tempo e per ogni uomo.
Nella parte conclusiva del testo, Pezzimenti propone un'analisi storica del tema trattato e si sofferma in particolare sulla concezione cristiana dell'etica, sottolineandone l'originalità. La norma e il significato dell'agire morale del cristiano non provengono né dalla ragione, né dalla natura, né dalla tradizione, bensì dalla parola e dalla testimonianza della persona di Gesù Cristo, che il vero discepolo è chiamato ad imitare: «Questa imitazione - conclude l'autore - rimane il fulcro dell'intera morale cristiana».

di Maurizio Schoepflin

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