Le ceneri del passato. Il cinema racconta la Grande guerra (Il Gazzettino)

di Sergio Frigo, del 15 maggio 2014

Le ceneri del passato

Il cinema racconta la Grande guerra

da Il Gazzettino del 15 Maggio

Per il momento si tratta di pochi fotogrammi, poco più di un minuto, ma capaci di suscitare grande emozione: si vedono soldati che guadano un fiume, altri che armano un cannone, civili in fuga, e soprattutto il drammatico affondamento della Viribus Unitis, nave ammiraglia e fiore all'occhiello della Marina imperiale austro-ungarica, il 1° novembre 1918 nel porto di Pola (300 morti). Le immagini però sono stranamente a colori, con la tipica tonalità pastello che si usava all'epoca anche per le copertine delle riviste illustrate. Si tratta infatti di fotogrammi dell'Istituto Luce, colorati (e sonorizzati) in vista della realizzazione di un film sulla Grande Guerra, prodotto dalla Baires in collaborazione con l'Istituto e col sostegno dell'assessorato alla cultura della Regione Veneto, presentato nei giorni scorsi al Salone del Libro di Torino. Il film - intitolato "Fango e gloria" e diretto da Leonardo Tiberi - sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, e costituisce il secondo grosso impegno cinematografico della Regione, accanto alla pellicola di Ermanno Olmi "Torneranno i prati" a sua volta ambientata in tempo di Guerra e in corsa per il Lido. Ma la Regione ha anche sostenuto la pubblicazione del libro di Giuseppe Ghigi "Le ceneri del passato. Il cinema racconta la Grande guerra" (Rubettino), a sua volta presentato a Torino, e diffuso in collaborazione con l'archivio Alinari e Istituto Luce immagini e filmati d'epoca che illustrano l'impatto delle vicende belliche sulla popolazione e sul territorio veneto. E un altro film sulla prima guerra mondiale, tratto dal diario di un soldato della Valle Aurina, è ambientato attorno alle Tre Cime di Lavaredo per iniziativa della GeosFilm, casa di produzione del cameraman e regista Hubert Schiinegger, che si cimenta per la primna volta in un lungometraggio dopo una lunga carriera di documentarista.

Al centenario della Guerra, infine, è dedicato anche un numero monografico del "Notiziario bibliografico" della Regione Veneto, e il volume "Dal Risorgimento alla Grande Guerra", quattro volumi collettivi editi da Biblion. Il film di Tiberi (direttore della fotografia Stefano Paradisi) è una fiction a tutti gli effetti, che affiancherà ai filmati d'epoca (colorati) le immagini (opportunamente "antichizzate" per omogeneità stilistica) che si stanno girando in queste settimane in alcune trincee sul Baldo. «Un lavoro certosino - spiega il regista - reso possibile dalle nuove tecnologie che prevedono la scannerizzazione di ogni scena e l'attribuzione alle diverse tonalità di grigio di 20-25 livelli di colore, poi replicate automaticamente nelle scene successive». Il soggetto, scritto da Tiberi con Salvatore De Mola, è la storia romanzata del Milite Ignoto, dal suo arruolamento fino alla morte, con numerosi flash back sulla sua vita precedente: «L'idea è riuscire a parlare ai giovani di altri giovani che hanno dovuto fronteggiare questa esperienza drammatica» spiega il presidente dell'Istituto Luce, Rodrigo Cipriani Foresio, che ha però anche qualche sassolino da togliersi: «Nel film dovevano essere coinvolte anche le altre regioni del Nordest interessate dal conflitto, ma il Trentino non ha nemmeno risposto alle nostre proposte, e il Friuli si è tirato indietro sostenendo che il film non è di interesse regionale. Come se la commemorazione della Guerra fosse una questione locale".

di Sergio Frigo

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