Sconfiggere Trump e la pandemia globale (infodem.it)

di Cesira Fenu, del 01 luglio 2020

Il genio americano

Sconfiggere Trump e la pandemia globale

Durante la fase di isolamento, la preferisco all’espressione inglese lockdown (perché non usare la nostra bella Lingua che ha dato tra gli altri, i Natali al Sommo?) dovuto alla pandemia Covid-19, è stato edito da Rubbettino l’ultimo lavoro tra i ben cinquanta, di Massimo Teodori, americanista notissimo: Il Genio Americano. Sconfiggere Trump e la pandemia globale. Docente di Storia e istituzioni degli Stati Uniti, opinionista insigne, egli ci ha fornito importanti chiavi di lettura del nostro Mondo e delle società opulente tracciando, come fa anche in questo agile ma esaustivo saggio, la storia e le istituzioni degli Stati Uniti che si sono, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, la fine della Guerra Fredda e il crollo della Potenza sovietica, imposti come la massima Potenza economica, militare e politica del Pianeta.
L’Autore si pone il problema di come reagirà la Nazione, nell’anno delle Presidenziali con la complicazione del Covid-19, e quali prospettive si potranno realizzare concretamente dopo il periodo di crisi della Presidenza Trump populista e razzista, nativista, suprematista in cui il tycoon newyorkese ha offerto degli Stati Uniti l’immagine più bieca e peggiore della sua non facile esistenza.
Teodori mette in evidenza l’unicità degli Stati Uniti e sottolinea come il Genio americano, costituito da un insieme di elementi teorico – politici che costituiscono la base, oserei, della religione civile fortemente radicata e che fa da collante del comune sentire, costituisca i fondamenti della democrazia liberale americana. Tra essi fondamentale è la Costituzione del 1787 che regola la politica e le istituzioni della Nazione. Scrive l’Autore che il presidenzialismo è un potere forte, laico e viene bilanciato perché non diventi assoluto. Poiché i primi coloni fuggivano dalle Guerre di religione e da Nazioni in cui vigeva ancora l’Ancien Regime fu fondamentale evitare ogni forma di potere assoluto. Si scelse la forma federale perché fossero riconosciuti i diritti delle entità di cui era basata la Nazione. Così, basandosi sulla divisione dei poteri formulata da Montesquieu si crearono tre organi istituzionali ognuno dei quali potesse agire ma essere sempre sotto il controllo della Costituzione e della Corte Suprema. Mentre il Presidente, eletto dal popolo, esercita il potere esecutivo, la Camera e il Senato esercitano il potere legislativo e, infine la Corte Suprema controlla il potere giudiziario ma soprattutto che non siano eluse le regole fissate dalla Costituzione, poche volte emendata in secoli di democrazia. Inoltre nella parte della Costituzione definita Bill of Rights sono tutelati i diritti della persona in modo da non essere sopraffatti da abusi di potere dello Stato o di altre entità politiche o amministrative.
Teodori spiega il meccanismo di conta dei voti durante le Presidenziali. Perché Trump pur avendo ottenuto oltre tremila voti popolari in meno rispetto a Hillary Clinton. In origine i Padri fondatori volevano che la maggiore carica fosse affidata anche ai voti degli Stati. Ecco perché si stabilisce il collegio dei grandi elettori che sono stabiliti in un numero uguale per ogni stato per Camera e Senato. Accade così, anche se di rado, un’aberrazione cui si dovrebbe tenere conto.
Inoltre, importantissimo è il bipolarismo perfetto e l’alternarsi di Presidenti Democratici e Repubblicani.
Fondamentale è la vocazione antitotalitarista che ha condotto gli Stati Uniti a impegnarsi contro Nazismo e Fascismo ma anche, dopo la Guerra, a contrastare l’URSS e i Paesi satelliti proponendo un modus vivendi libertario e opulento basato sul capitalismo che contrastava il grigiore dei Paesi comunisti. Gli USA idearono il Piano Marshall per rilanciare l’economia dell’Europa devastata dalla Guerra ma anche per sottrarre all’influenza dell’Unione Sovietica gli stati satellite o, come Italia, Germania e Giappone affinché entrassero nella loro orbita. Ciò non significa che gli USA non siano stati percorsi da correnti populiste o razziste o, terrore contro il nemico rosso come il maccartismo, vera caccia alle streghe. Mi permetto un appunto. Gli USA, oltre che essere il gendarme del Mondo, durante tutta la Guerra fredda hanno fomentato golpe in America Latina (Cile e Argentina in particolare) o il regime dei Colonnelli in Grecia. Il fine giustifica i mezzi. Mentre i Paesi comunisti straziavano nel corpo e nell’anima i loro sudditi. Spero che il Professor Teodori non me ne voglia.
L’internazionalismo, fondamentale nodo della politica Usa, è andato, in questo ultimo mandato col populista Trump, perdendo vigore per involgere la politica estera nella minaccia del virus cinese, o dei latinos, del diverso. Per non parlare degli ultimi gravissimi episodi di razzismo che hanno incendiato il Paese. America First, lo slogan del rosso Trump rovescia l’internazionalismo giungendo a istituzione di dazi, quindi al protezionismo che non fa parte dei dettami del liberismo americano. E poi l’amicizia con leaders autoritari come Putin e Erdogan, distacco dalla NATO e dal Patto Atlantico, dall’Onu, insomma la politica del miliardario populista pare dettata, con uso di trivialità, dal rivolgere l’attenzione dal catastrofico andamento interno attribuendone la responsabilità all’esterno con mille contraddizioni. In questo caso il Covid-19 ha esacerbato la situazione. Mancanza di welfare che tuteli la salute di chi non può permettersi un’assicurazione, mancanza di misure protettive, tutto sembra rispondere all’umore di un Presidente che governa come si trattasse di una sua Società, come se potesse avere poteri assoluti. Sembrerebbe tutto perduto.
E no! Sostiene Teodori perché in tutti gli anni da quando esiste la Nazione le elezioni presidenziali si sono sempre svolte ogni quattro anni, e così con regolarità le elezioni di Camera e Senato e quelle dei Governatori. Un grande Stato che l’Autore ama e che riuscirà a rialzarsi, Covid-19 nonostante, al ruolo di prestigio e di accoglienza dei tanti e tra essi quanti italiani vi sono giunti e continuano a cercare lavori soprattutto in campo della ricerca e dello studio. Latinos che fuggono dalla miseria e dalla dittatura, mentre Trump ha ridato fiato al Ku Klux Klan, ha lanciato proclami dei gruppi suprematisti e nativisti, ha distrutto ciò che Obama aveva costruito nel settore del sociale e anche all’Estero riprendendo rapporti con l’Iran giungendo ad accordi sulla proliferazione nucleare.
Il saggio, che sottolinea la sacralità in cui viene tenuta la Costituzione e la bandiera stelle e strisce, ci fa capire i meccanismi politici, istituzionali, economici, sociali su cui si basa la più potente democrazia mondiale. Conclude un’interessantissima ed esplicativa parte dedicata ai meccanismi elettorali. Ora che tutti guardiamo con speranza alle prossime elezioni il saggio si rivela utilissimo per conoscere meglio il Grande Paese.