Regioni, un motore da riparare
Dove e come rafforzare la capacità amministrativa per non sprecare il piano di ripresa europeo

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Collana: Varia
2021, pp 154
Rubbettino Editore, Economia e Finanza, Universita, Sociologia, Scienze politiche e dell’amministrazione, Sociologia dell’amministrazione, Scienza politica, Comunicazione politica, Politica comparata, Sistema politico italiano
isbn: 9788849866889
Prefazione di Gregorio Gitti

La ripresa economica post Covid 19 non sarà solo una questione di quanti soldi arriveranno nel nostro Paese, ma anche e soprattutto di “come” quei soldi saranno spesi e “da chi”. Nel dibattito politico, invece, l’attenzione sembra concentrarsi quasi esclusivamente su quali progetti di investimento scegliere – se più per la green economy o per la digitalizzazione – e su chi dovrà gestire i relativi aiuti europei. Non basta: serve cominciare subito a porre l’accento sul rafforzamento di quella “capacità istituzionale” che l’Europa esige come condizione essenziale affinché il Piano di ripresa “Next Generation EU” non rischi di essere sprecato. Il problema è che in Italia, ad oggi, non esiste una mappatura di quella capacità istituzionale, se non limitatamente ad alcune categorie di dati. Questo Rapporto, basato sulla metodologia del Rating Pubblico, prova a porre le basi di quella mappatura, fornendo una sorta di due diligence dell’apparato amministrativo delle Regioni, per capire se e come esse sono pronte per partecipare al piano di ripresa europeo per il dopo pandemia. Quella due diligence è il primo requisito per attirare investitori nel nostro Paese, siano essi l’Unione Europea o fondi privati: è a partire da essa che il Governo italiano può avvalorare il programma di investimenti da presentare in Europa accompagnandolo con un piano dettagliato di rafforzamento istituzionale delle Amministrazioni chiamate a essere gli attori principali di investimento e spesa sui territori. Senza quel piano, i soldi europei serviranno a poco, come benzina iniettata in un’automobile con il motore in panne e le gomme a terra. L’Italia deve dimostrare fuori dai suoi confini di conoscere il motore della propria macchina pubblica e di sapere dove e come intervenire per risanarlo. Prima di mettere la benzina di Next Generation EU, non dopo.

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