Mai più Bassitalia (VERSO SUD (giusmo1.blogautore.repubblica.it))

di Giuseppe Smorto, del 16 novembre 2020

Elogio della Bassitalia

Con qualche invettiva contro il razzismo del Nord

Il titolo stupito della “Gazzetta di Alba” è datato 1963: “Voteranno anche duecento meridionali”. Ma le forme del pregiudizio restano: e con il pregiudizio il Paese non va avanti. Questo ci dice il giornalista e saggista Mimmo Nunnari nel suo “Elogio della Bassitalia” (Rubettino, 10 euro). Dove parte dall’orgoglio di essere nato e vivere in un luogo plurale, dell’approdo e degli addii. Luogo di passaggi e incroci: Pitagora arrivò e visse nell’antica Kroton, come oggi si arriva a Lampedusa, Riace, Rosarno, ormai voci da libro di storia. Con il rimpianto di oggi: noi del Sud siamo stati troppo buoni con il razzismo cafone e folkloristico della Lega. Che negli ultimi anni è riuscita incredibilmente a trovare spazio anche al Sud.
Non solo: la questione meridionale negli ultimi anni è diventata sinonimo di questione criminale: il Sud abbandonato è terreno fertile per le organizzazioni mafiose, ma non può essere descritto solo come una immensa zona franca. Ha le risorse naturali e culturali per un riscatto.
Ma ha bisogno dello Stato ma soprattutto ha bisogno del Nord, perché separati non si va da nessuna parte, per evidenti ragioni economiche. Non dovrebbe esistere una questione meridionale (anche se la crescita del Sud è ferma), mentre appare bizzarra la questione settentrionale che giornali e sindaci del Nord hanno tirato fuori nel tempo della pandemia. Il paese non si salva se non unito, abbiamo bisogno di una riconciliazione. Nella terra del mar Mediterraneo sta la salvezza.

Ps: colpisce la resistenza di Nunnari alle nuove tecnologie, all'universo digitale, nel nome di un grande passato da recuperare: ma le forme moderne di economia, comunicazione, servizi possono aggirare blocchi storici che hanno immobilizzato il Sud. Comunque viva la discussione.