Le radici europee della crisi europea, le radici italiane della crisi italiana
Scelte sbagliate in Europa, scelte mancate in Italia

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Collana: Centro Studi Economia Reale
2017, pp 478
Rubbettino Editore, Economia e Finanza, Problemi e processi economici, Finanza e contabilità, Universita, Economia, Politica economica
isbn: 9788849850109
Tag: Ferdinando Adornato, Nicola Antonetti, Michele Bagella, Mario Baldassarri, Emma Bonino, Pierluigi Ciocca, Bruno Costi, Giuseppe De Rita, Lamberto Dini, Sergio Divina, Stefano Fassina, Eugenio Fatigante, Massimo Giannini, Giancarlo Giorgetti, Paolo Guerrie

Questo terzo volume della Collana Centro Studi Economia Reale presenta una prima parte di Analisi e una seconda parte di Previsioni sull’economia mondiale, europea e italiana. La prima parte di Analisi è dedicata alle Radici europee della crisi europea. Sulla base di analisi econometriche controfattuali per il periodo 2002-2014 si dimostra che la crisi della Zona euro è totalmente dovuta agli errori “endogeni europei” commessi con politiche monetarie (con conseguenti effetti sul cambio dell’euro) attuate dalla BCE di Jean-Claude Trichet e con politiche di bilancio pubblico indotte dal Trattato di Maastricht e dal Fiscal Compact che si sono mostrate, teoricamente poco fondate ed empiricamente causa, esse stesse, della grave crisi economica, sociale e finanziaria europea. Si passa poi alla ricerca delle Radici italiane della crisi italiana, ponendo a confronto i documenti ufficiali a partire dal Dpef del Governo Prodi/ Padoa-Schioppa del 7 Luglio 2006 fino all’ultima Nota di Aggiornamento Def del 27 settembre 2016 del Governo Renzi/Padoan. Da questa analisi risulta che “i numeri sono sempre gli stessi” e poiché i numeri parlano da soli c’è da chiedersi: “chi scrive il Def? E chi lo firma, lo legge? E chi lo scrive, lo rilegge?”. La parte di Previsioni riporta il quadro 2016-2020 per l’economia mondiale, europea ed italiana, che si è definito tra il dicembre 2015 e il giugno 2016. In questo quadro si vede che, per l’Italia, il 2015 segna l’anno di uscita dalla recessione ma si presenta un profilo di ripresa modesto e fragile. Pil e Disoccupazione tornerebbero ai livelli pre-crisi del 2007 attorno al 2027/2028. Quindi… se tutto va bene… sono rovinati (dai ventenni ai quarantenni). E allora, piuttosto “che dire”, il nodo politico è “che fare”?

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