Incanti e incidenti carducciani
Giri di lettura intorno a «Piano antico»
Collana: Iride
2020, pp 356
Rubbettino Editore, Letteratura, Poesia e Teatro, Storia e critica letteraria
isbn: 9788849862225

Le fortune dell’opera di Giosuè Carducci entro la compagine critico-letteraria dell’Italia unita sono state piuttosto uniformi. Tuttavia, la sua figura di poeta rimane tuttora cristallizzata dall’etichetta di vate della cultura italica.

Il saggio di Enrica Salvaneschi – almeno per la particella poetica costituita da Pianto antico, uno dei componimenti più emblematici e conosciuti tra quelli del Carducci – ovvia al problema rappresentato dai limiti critici riscontrati nelle interpretazioni delle origini e della vera natura dell’esperienza dell’Autore; pone il problema, più assoluto, del reale valore poetico del Carducci tenendo conto della grandezza di sentire ch’egli dimostra ma al contempo delle cadute cui è soggetto, spesso a causa della strumentalizzazione della sua opera che è stata fatta lui vivente e anche in seguito; è inoltre una finestra che si apre su una più ampia riflessione circa il senso della parola poetica e letteraria.

Per indagare negli angoli più reconditi del testo di qualsiasi testo – è infatti necessario affiancare agli strumenti classici del critico specialista d’un solo settore mezzi nei quali questi è talvolta più manchevole. Ci riferiamo per esempio alla glottologia, alla semantica, alla storia della filosofia e delle idee, nonché alla conoscenza e all’interiorizzazione di più lingue e culture, a partire da quelle classiche: strumenti che, da comparatista raffinata e di lungo corso, Enrica Salvaneschi mostra di saper gestire magistralmente.

In tale prospettiva, il saggio presenta innovativamente Pianto antico quale punto di partenza per una serie di riflessioni circa le fonti – o meglio le ispirazioni – che ne fanno il fulcro di molti fasci d’influenze, dall’indoeuropeità alla classicità, dal romanticismo alla più vasta cultura europea, nel contesto della Weltliteratur.