Europa contro (futuro-europa.it)

di Redazione, del 21 marzo 2019

Europa contro di Enzo Mattina e Claudio Consalvo Corduas (Editore Rubettino, 2019) porta l’attenzione sugli ostacoli che si frappongono a un futuro condiviso dell’Unione europea e prende le mosse da tre interrogativi che gli autori si sono posti: perché non se ne può fare a meno? Come la si può rimettere in corsa con soluzioni praticabili in tempi ravvicinati? Come superare l’emergente dicotomia dell’Europa contro molti e di molti contro essa?

Il titolo del libro non è casuale.  Il più grande e innovativo progetto politico di tutti i tempi è oggi sotto il fuoco incrociato di nemici dichiarati: dai Governi che lo usano come alibi e scaricabarile ai corporativismi nazionalistici, dai suoi stessi deboli amministratori ai tanti comuni mortali eccitati da seducenti mestatori dalla paura del nuovo e diverso alla riesumazione dei peggiori pregiudizi.

Una condizione paradossale, che evoca il dramma dei soldati italiani nella guerra 1915-1918 mirabilmente descritto da Emilio Lussu nel romanzo-verità Un anno sull’Altopiano, cui s’ispirò nel 1970 Francesco Rosi con il film Uomini contro. In Italia come nel mondo stanno accadendo troppi avvenimenti che riportano indietro le lancette della storia. Abbiamo il dovere di far tesoro del monito di Albert Einstein: “Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma per quelli che osservano senza fare nulla”.

Nella prima parte, L’Europa tra idealità e necessità, si affrontano gli aspetti politici e sociali. Si esaminano la genesi e lo sviluppo della IV Rivoluzione industriale: dalle tecnologie digitali, alla finanziarizzazione dell’economia e alla liberalizzazione degli scambi commerciali. Gli effetti di questa trasformazione toccano le condizioni di vita di milioni di persone e le loro aspettative, divenute decrescenti dopo essere state percepite per decenni come crescenti. Disorientamento, paura e sfiducia si coniugano oggi con l’affidamento a partiti e movimenti politici che propongono la chiusura nei confini nazionali e il depotenziamento delle Istituzioni sovranazionali, in primis dell’Unione europea. Deriva azzardata e pericolosa, perché l’attuale Ordine mondiale multipolare è caratterizzato da tre preponderanti attori (Stati Uniti, Russia, Cina) in competizione tra loro per la ridefinizione delle aree geografiche d’influenza. In questo contesto, un forte interlocutore europeo è fattore di garanzia delle prospettive di pace, della governabilità della IV Rivoluzione industriale e dello sviluppo ecosostenibile. Il grande tema della mutazione di contenuti e domanda del lavoro non può trovare risposte credibili e durature nelle singole dimensioni nazionali, ma attraverso un piano del lavoro europeo, che abbia come assi portanti la riconversione produttiva, la cantierazione di investimenti infrastrutturali, di salvaguardia del territorio e di valorizzazione dei beni culturali, la riduzione degli orari di lavoro, la cogestione dei grandi gruppi economici, a sostegno di un nuovo, più ampio ed esigibile patto sociale europeo.

Nella seconda parte, L’Europa incompiuta, si analizza l’assetto istituzionale dell’Unione per individuare le cause dell’attuale stallo della UE. Viene affrontata l’esigenza di dotare l’Unione europea di una comprensibile ed agile Costituzione, per stabilire le regole del gioco democratico di un popolo europeo con il diritto di essere pienamente sovrano. Il processo storico della costituzionalizzazione dei princìpi che regolano i Trattati europei è particolarmente complesso e rappresenta finora un’opera incompleta e poco conosciuta, sebbene abbia concorso al passaggio da un’Europa essenzialmente mercantile a un’Europa fondata sui diritti. Una formale Costituzione europea rappresenterebbe anche la migliore difesa delle autonomie locali, dello stato di diritto, della libertà e della giustizia sociale in tutti gli Stati membri. Inoltre, il processo costituente e di riaggregazione della UE con soluzioni innovative potrebbe rappresentare il punto d’incontro di tutte le anime della vicenda europea, anche quelle ora antagoniste, e avvicinare i cittadini alle Istituzioni eurounitarie. Per altro, se 19 Stati membri dell’Unione hanno rinunciato a battere moneta, sottoponendosi a un unico e condiviso sistema di gestione, è maturo il tempo per portare sotto la bandiera europea altri poteri caratterizzanti l’essenza stessa della soggettività statuale, quali la difesa comune, la sicurezza interna, le relazioni internazionali, le protezioni sociali.

Nel silenzio attuale sulla rilevanza dell’esperienza dell’Unione europea, le due parti del libro, politica e istituzionale, consentono di comprendere l’importanza anche per il quotidiano di ciascun europeo dell’evoluzione transnazionale e democratica della UE.

Mattina e Corduas hanno deciso di rinunciare totalmente ai diritti d’autore e di attivare una piattaforma di crowdfunding per raccogliere le risorse necessarie alla realizzazione di un monumento ai primi martiri per l’Europa, l’italiano Antonio Megalizzi, il franco/polacco Bartek Orent-Niedzielskie e la britannica Jo Cox, i primi assassinati a Strasburgo il 15 dicembre scorso, la terza assassinata in Gran Bretagna da un fanatico proBrexit nel 2016. L’opera dovrà essere collocata in una delle aree maggiormente frequentate dell’edificio del Parlamento Europeo a Strasburgo.